Ivano Pezzuto, il 32enne fischietto della sezione di Lecce, ha diretto Novara-Salernitana in maniera certamente non impeccabile, per quanto concerne vari aspetti. Sotto il profilo tecnico appena sufficiente la sua prestazione, l’unica “macchia”, purtroppo determinante ai fini del risultato finale, deriva proprio dall’azione del gol.
In effetti la manovra parte con un contatto più che sospetto tra Galabinov e Schiavi (vedi foto), con l’attaccante che si libera dell’avversario con le maniere forti. E’ vero che i calciatori si strattonano a vicenda, ma in questi casi il direttore di gara deve intervenire e non consentire il proseguimento dell’azione. Per quanto concerne altri episodi “discussi” come quello al 37’ del primo tempo con un contrasto in area del Novara tra Calderoni e Coda, ci sentiamo di assolvere l’arbitro, in quanto è vero che l’attaccante granata viene leggermente spinto con un braccio, ma la sua caduta è accentuata. Condividiamo anche la decisione di lasciar correre sul presunto mani di Scognamiglio su tiro di Busellato, con il pallone che viene colpito di testa dal difensore (comunque le braccia erano attaccate al corpo) e infine sul contatto in area azzurra tra Laverone e lo stesso Scognamiglio, dove non può ravvisarsi né fallo né un’ostruzione perché è il granata che va a sbattere contro il difensore.
Sotto il profilo disciplinare e, conseguentemente comportamentale, invece, il direttore di gara pur evidenziando una certa tempestività d’intervento, lascia a desiderare sulla gestione dei cartellini. Pezzuto non sembra mostrare i caratteri della congruità e dell’uniformità di giudizio.
Maurizio Grillo
