Partiamo da una doverosa premessa: la Salernitana vista all'opera a Novara è apparsa lontana parente di quella battagliera e ben organizzata ammirata per 45 minuti a La Spezia e per 70 minuti contro il Verona, due squadre di caratura tecnica obiettivamente superiore e che mirano al salto di categoria senza passare per i play off. Salerno, si sa, è città assai umorale: sette giorni fa si parlava di "Salernitana rivelazione", "Sannino leader" e "Gruppo unito e vincente", ora si contesta l'allenatore, si becca la coppia d'attacco e si invita la società ad acquistare uno svincolato, come se prendere un giocatore fermo da mesi risolvesse i problemi attuali dei granata. Se da un lato è lecito e doveroso rimarcare ciò che non va affinché gli errori vengano corretti in tempo, dall'altro è quanto mai opportuno ribadire un concetto: la sconfitta di Novara, su un campo difficile e contro un avversario più forte, non può e non deve cambiare i giudizi e le prospettive. La Salernitana, per organico, blasone e pubblico, ha tutte le carte in regola per vivere un campionato da protagonista assoluta in una B di ottimo livello rispetto al recente passato e che le ha consegnato da subito un calendario da brividi.
Quando in rosa c'è gente come Vitale, Laverone, Perico, Schiavi, Tuia, Bernardini, Coda, Donnarumma, Rosina e Busellato, giovani interessanti come Odjer e Mantovani e leader carismatici come Zito e Caccavallo è lecito essere fiduciosi: d'altronde molti di questi calciatori fanno invidia a tutte le piazze di B ed hanno bisogno soltanto di tempo per esprimersi al meglio. Di tempo ha bisogno anche Sannino, ufficializzato a inizio luglio, consapevole di operare in un ambiente sfiduciato e "obbligato" a lavorare con una squadra completamente nuova, rinnovata in ogni reparto e che ha bisogno di tempo per assimilare moduli e idee del nuovo allenatore. Nelle cinque gare ufficiali, qualcosa di interessante si è visto: a Benevento la squadra ha giocato alla grande per tutto il secondo tempo e nei supplementari, il primo tempo col Pisa è stato a senso unico, a La Spezia l'approccio è stato da grande squadra, col Verona chiunque sarebbe andato ko dopo aver preso gol a freddo e invece i granata hanno sfiorato addirittura la vittoria. In fondo, pur avendo perso meritatamente, anche a Novara ci sono recriminazioni: il gol dei padroni di casa è forse viziato da un fallo, probabilmente manca un rigore alla Salernitana e il portiere avversario è stato prodigioso su Rosina. Tempo al tempo e questa squadra può far divertire, a patto che il pubblico trasformi l'Arechi in un fortino non solo nei big match, ma ogni settimana. E' col Vicenza che bisogna iniziare a far punti pesanti, toccherà ai "soliti" 10mila trascinare il cavalluccio marino verso acque più tranquille. Solo uniti si vince, il tempo dei processi e dei giudizi è ancora lontano.
Gaetano Ferraiuolo
