A Salerno ha giocato 74 partite, con tanti assist decisivi e 13 gol spettacolari. Due di questi sono arrivati al 90', nello stesso anno, contro il medesimo avversario e sotto quella curva che diede un contributo fondamentale. Dici Salernitana-Vicenza e la mente vola a quel meraviglioso- ed illusorio- 2-1 in serie A e a quel 3-2 in rimonta che fece impazzire l'Arechi, in entrambi i casi con un fantasista toscano assoluto protagonista. La redazione di Granatissimi.Ottopagine ha contattato in esclusiva l'ex Ighli Vannucchi, calciatore particolarmente amato dai tifosi di fede granata:
Venerdì Salernitana-Vicenza, che gara ti aspetti?
"Una partita bella, tosta, ricca di colpi di scena. Ovviamente la Salernitana gioca in casa e parte favorita, il mio cuore spera che i granata vincano e diano una gioia al pubblico"
Non sei un doppio ex, ma in fondo è la tua partita. Cosa ricordi del 2-1 in serie A?
"Se stiamo ancora a parlarne dopo tanti anni, vuol dire che le emozioni sono state fortissime: abbiamo scritto una delle pagine più belle della storia della Salernitana, fu un pomeriggio ricco di sensazioni contrastanti. Il pareggio ci avrebbe condannato, col passare dei minuti l'ansia cresceva, ma tutti insieme spingemmo quel pallone in rete e ci fu un'esultanza collettiva folle, quasi imbarazzante".
Peccato per l'epilogo di Piacenza e per i risultati a sorpresa maturati sugli altri campi...
"Nelle ultime 2-3 giornate ci furono risultati strani, qualche pensiero c'è stato, ma ormai è acqua passata: l'emozione della serie A è indelebile, Salerno ebbe modo di confrontarsi con realtà importantissime battendole in casa, quando all'Arechi era davvero dura per tutti. Poi la squadra era davvero forte..."
Cosa non ha funzionato? Quel gruppo poteva aprire un ciclo vincente anche in serie A...
"L'errore era alla base: il ritiro è il momento più importante per una squadra di calcio, ma partimmo in tantissimi e c'era confusione tra chi doveva restare e chi era destinato ad andare via. Non a caso l'inizio fu disastroso e, alla lunga, quei punti persi nel girone d'andata hanno avuto un peso enorme. Nelle ultime gare marciammo a ritmo Champions, purtroppo non è bastato"
Se Oddo fosse arrivato prima, sarebbe cambiato qualcosa?
"Non lo so, ma all'inizio sono stati commessi degli errori e quella squadra è partita troppo male. Nei nomi eravamo davvero forti, il mercato di riparazione ridisegnò una Salernitana adatta per la categoria. Ricordo con gioia la mia prima rete contro il Bari ed anche il gol illusorio all'Olimpico contro la Lazio. Ovviamente quello col Vicenza mette i brividi ancora oggi".
Pochi mesi dopo, la Salernitana vinse 3-2: ricordiamo ancora il tuo slalom al 93' tra i difensori vicentini..
"L'energia che trasmette quello stadio mi permise di arrivare carico e motivato fino all'ultimo secondo. Ricordo perfettamente quella gara. Nel primo tempo non abbiamo capito nulla, perdevamo 2-0 e l'avversario era decisamente superiore: non a caso affrontavamo un Vicenza primo in classifica e lanciato verso la promozione. Nella ripresa segnò subito Di Michele, da quel momento in poi lo stadio ha iniziato a spingere ancora di più e ci ha trascinato al pareggio e alla successiva rimonta: la forza che dà il pubblico salernitano è incredibile, avremmo potuto giocare altri due tempi senza conoscere fatica"
Non a un caso, dunque, che entrambi i gol siano arrivati sotto la curva?
"Assolutamente no, loro segnano insieme a noi. Il tifo è una componente determinante a Salerno, ti trasmette un'emozione unica e voglio fare i complimenti alla tifoseria salernitana che riesce sempre a stupire per la capacità di cantare tutti insieme e di inventare coreografie meravigliose. Sto facendo un lavoro dedicando al mondo del tifo, in Italia purtroppo ci sono ancora molte cose che non vanno: il pubblico granata rappresenta un'isola felice".
Eppure da avversario lo hai castigato spesso...
"Sì, qualche volta vi ho castigato, ma ho giocato sempre con grandissimo rispetto. Quando entravo in campo per il riscaldamento, tutti si alzavano per applaudirmi e questa cosa mi emozionava tantissimo, sono felice di aver lasciato un ottimo ricordo soprattutto come persona. Ancora oggi, su facebook interagisco col popolo granata e le manifestazioni d'affetto sono incredibili: i social, se utilizzati bene, sono mezzi meravigliosi".
C'è mai stata la possibilità di un tuo ritorno a Salerno?
"Nulla di concreto, qualche voce".
Il gol più bello della tua esperienza a Salerno?
"Di belli ne ho segnati tanti: la punizione a Pescara e quello col Vicenza sono stati importanti, ma la rovesciata in Salernitana-Siena ha un sapore speciale".
Per le tue qualità tecniche avresti potuto ambire ad una carriera ancor più prestigiosa?
"Sono fiero di quello che ho fatto: ho preferito situazioni che mi piacessero a piazze che, economicamente, garantivano entrate maggiori. Ho giocato dove volevo giocare, non ho nessun rimpianto e penso di aver lasciato un bel ricordo ovunque. Indossare la maglia della Salernitana e giocare in quello stadio, da giovanissimo, è stata un'emozione unica ed una grande fortuna. Ancora oggi dico con orgoglio: forza granata!".
Gaetano Ferraiuolo
