Il Salerno Club ricorda i tifosi scomparsi: "Sempre nel cuore"

Bella iniziativa del gruppo guidato da Salvatore Orilia. Presente l'U.S.Salernitana

Salerno.  

In concomitanza con la ricorrenza della commemorazione dei defunti, il Salerno Club 2010 si è ritrovato questa mattina alle 11 presso il cimitero di Brignano per rendere omaggio a tutti i tifosi granata che non ci sono più. In particolare sono stati deposti mazzi di fiori sulle tombe di Enzo, Ciro, Peppe e Simone, i 4 angeli che persero tragicamente la vita a causa del rogo appiccato sul treno di ritorno da Piacenza quel maledetto 24 maggio 1999. "Da quel giorno, la nostra vita è cambiata. Non dimenticherò mai quella tremenda mattinata, nel nostro piccolo cerchiamo di ricordare sempre chi, dall'alto, segue la Salernitana" ha detto Salvatore Orilia, gli ha fatto eco l'assessore D'Alessio: "La tifoseria di Salerno è molto maturata, sta crescendo e quell'episodio increscioso deve essere da esempio per i più giovani: non si può morire per una partita di calcio"

Per la Salernitana erano presenti il team manager Salvatore Avallone e i calciatori Busellato, Tuia e Coda, convinto che "bisogna dedicare a loro la prossima vittoria. Mi hanno raccontato quanto accadde in quel treno, vengono i brividi se penso che quattro giovani vite si sono spezzate per seguire una squadra di calcio. Ci sono tanti ragazzi che si muovono per l'Italia per sostenerci, tutti devono assumere un comportamento corretto dentro e fuori gli stadi perchè le famiglie non possono soffrire". Appello anche di Anna, madre del compianto Enzo Lioi: "Famiglie distrutte, lacrime e dolore: ragazzi, non rovinate la vostra vita e quella dei vostri genitori, per una stupidaggine si può finire sotto terra. Sembra ieri, ma sono già 17 anni che piango mio figlio tutte le sere. Mi manca, oggi è un giorno ancora più triste". Rivolto un pensiero anche a Carmine Rinaldi, a Zorro e a tanti altri tifosi granata scomparsi negli anni. A loro il Salerno Club ha dedicato un monumento, ubicato laddove un tempo c'era la tomba dello sfortunato Simone Vitale.

Gaetano Ferraiuolo