Da "promessa" a Salerno a cardine della Lazio del futuro

La strana storia di Simone Inzaghi, ora beniamino del popolo biancoceleste

Salerno.  

Il suo potenziale arrivo sulla panchina della Salernitana al posto di Leonardo Menichini aveva diviso la tifoseria, scettica sul valore di un allenatore che, sin qui, aveva vinto soltanto nel settore giovanile della Lazio esordendo in serie A dopo l'esonero di Pioli con risultati altalenanti. La discussione era accesa e sul web in tanti si dicevano pronti a contestare a prescindere "perchè chi ha giocato in quel Piacenza-Salernitana non deve essere il nostro mister". Altri, invece, ragionavano in modo più freddo: ripartire da un tecnico giovane, conoscitore dei migliori talenti del vivaio biancoceleste, ambizioso e fautore di un calcio offensivo poteva rappresentare la base ideale per un progetto sportivo ad ampio raggio e che non si ponesse limiti. Simone Inzaghi, però, in extremis è diventato l'allenatore della Lazio, complice il clamoroso dietrofront di Bielsa proprio alla vigilia della partenza per il ritiro. 

Bravo fu Fabiani a "leggere" la situazione in largo anticipo blindando sotto traccia Giuseppe Sannino, allenatore di grandissima esperienza e desideroso di riscattare qualche esonero forse immeritato. Ad oggi, però, Inzaghi sta dimostrando tutto il proprio valore ed un grandissimo coraggio. La Lazio, pur non facendo sfracelli sul mercato, sciorina un calcio piacevole, è quarta in classifica e sta lanciando tantissimi calciatori di grandissima prospettiva e che, senza ribaltoni estivi, sarebbero venuti a Salerno: stiamo parlando soprattutto di Murgia e Lombardi (un gol a testa e voti alti in pagella), senza dimenticare che per 200 minuti l'albanese Strakosha ha mantenuto la porta inviolata. Sia chiaro: non stiamo dicendo che Inzaghi è più bravo di Sannino o che bisogna rimpiangere l'ex attaccante del Piacenza. Stiamo semplicemente ripercorrendo le fasi salienti di questi mesi caldissimi per le panchine di Lazio e Salernitana e che hanno visto Inzaghi passare rapidamente da "promessa" a certezza, al punto che Lotito starebbe pensando ad un rinnovo fino al 2020. 

Gaetano Ferraiuolo