«Non me ne ha dati, soldi», diplomi falsi: le intercettazioni

L'indagato principale parlava così a telefono. Presto l'interrogatorio di fronte al gip.

In quell'occasione l'indagato potrà, se lo desidera, chiarire la propria posizione. E provare a smontare le accuse ipotizzate a suo carico.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Ma sai quante carte tengo io che devo avere soldi, e l’hai visti!» Appariva spazientito Antonio Perillo mentre, intercettato a telefono, si rivolgeva a un interlocutore. Una conversazione avvenuta dopo la messa in onda del servizio di denuncia di Striscia la Notizia. Un video che lo aveva ripreso durante una presunta compravendita di titoli fasulli, sancendo l'inizio dell'indagine condotta dalla Procura di Avellino.

Quello che per ora è l'indagato principale dell'inchiesta sui diplomi falsi è così finito ai domiciliari. La Procura ha chiesto la misura cautelare, alla luce della condotta che l'indagato avrebbe tenuto anche dopo l'inizio dell'indagine. Ora si trova ai domiciliari

Per gli investigatori appariva infastidito dall'accaduto.

«Non li vogliono non se li pigliano – chiariva a un interlocutore – io ho perso tanti soldi e figurati ora...». E aggiungeva: «non me ne ha dati, soldi», «viene “e fammi questo”, poi ci vediamo domenica e la domenica non ci vediamo mai».

Invitava l'interlocutore a usare cautela: «Facciamo passare il tempo – spiegava – evitiamo le discussioni».

Nei prossimi giorni è attesto l'interrogatorio di fronte al gip. In quell'occasione Perillo, assistito dai penalisti Generoso Pagliarulo e Gianfranco Iacobelli, avrà l'occasione di chiarire la propria posizione. E, se vorrà, smentire le accuse a suo carico provando a dimostrare come nella sua condotta non possa essere ravvisata l'ipotesi di reato configurata dagli inquirenti.

Intanto l'indagine, condotta dal nucleo investigativo supervisionato dal capitano, Quintino Russo, è appena all'inizio. Sono infatti centinaia i diplomi sospetti sequestrati. Altrettanti i verbali di esame finiti sotto la lente d'ingrandimento della macchina investigativa coordinata dal Procuratore Capo, Rosario Cantelmo, e dal sostituto, Antonella Salvatore.

Diversi i nomi, citati da Perillo nelle sue telefonate, finiti nella lista degli inquirenti. Almeno venti potenziali compratori che potrebbero presto essere ascoltati. Per ampliare una traccia investigativa che non ha mai escluso a priori l'ipotesi di una rete di diplomi che si sviluppava fra Avellino ma non risparmiava neppure altre province.

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