di Andrea Fantucchio
Domani ci saranno gli interrogatori di tre dei sei indagati raggiunti dalle misure cautelari nell'inchiesta sulle onlus irpine, «Aias» e «Noi con Loro», specializzate nell'assistenza dei disabili. E finite al centro di un'inchiesta della Procura di Avellino per truffa, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e peculato. Saranno ascoltati dal gip, Paolo Cassano, l'ex presidente di Aias, Gerardo Bilotta, Massimo e Annamaria Preziuso. I primi due sono finiti ai domiciliari, alla terza indagata è stato applicato l'obbligo di firma.
Le contestazioni
Nei confronti di Bilotta gli inquirenti ipotizzano una malversazione ai danni dello Stato: l'indagato, con la collaborazione di Annamaria Scarinzi, moglie dell'ex premier Ciriaco De Mita, e di Massimo, Marco e Carmine Preziuso, avrebbe utilizzato parte di finanziamenti regionali per soddisfare interessi privati. Nello specifico la Procura contesta la distrazione di un milione e 356mila euro dai conti Aias in favore di alcune aziende che non hanno nulla a che fare con la sanità. Nei confronti di Bilotta è poi ipotizzato un peculato perché, questo si legge nell'ordinanza del gip, con la complicità di Annamaria Preziuso avrebbe destinato 120mila euro, versati ad Aias in virtù di un accreditamento regionale, per pagare i lavori edili su una villa di sua proprietà a contrada Camposanto.
Una villa al centro dell'indagine
Un immobile che è anche finito al centro di una truffa contestata sempre a Bilotta: l'indagato, con la complicità del titolare della ditta Costruzione Tecnologiche, avrebbe presentato fatture inesistenti e altra documentazione inducendo i funzionari del comune di Avellino in errore e ottenendo un contributo di 54mila 425 euro previsto dall'ex legge 219 del 1980.
Le motivazioni delle misure cautelari
Il gip ha motivato i domicilari a Bilotta e Massimo Preziuso spiegando che «L'ex presidente di Aias è il responsabile della gran parte delle distrazioni e appropriazioni di risorse pubbliche», l'altro indagato sarebbe invece «l'ideatore e il realizzatore di fatture false e movimentazioni bancarie volte a celare, attraverso bonifici e prelievi di contante, l'origine del danaro sottratto».
I diretti interessati, ora, avranno la possibilità di offrire la loro versione dei fatti. I difensori Giovanni Antonio Cillo, Quirino Iorio, Giovanni Iacobelli e Generoso Pagliarulo, proveranno a chiedere la revoca o l'attenzuazione delle misure cautelari.
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