Inchiesta Aias, i Preziuso davanti ai giudici del Riesame

Questa mattina sono stati discussi i ricorsi presentati da 4 indagati nell'inchiesta sulla onlus.

Questa mattina si sono discussi, dinanzi ai giudici del Riesame, i ricorsi di 4 indagati raggiunti da misure cautelari nell'inchiesta della Procura di Avellino sulle onlus irpine, «Aias» e «Noi con Loro», specializzate nell'assistenza dei disabili.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Si sono discussi questa mattina, dinanzi ai giudici del tribunale del Riesame di Napoli, i ricorsi per la revoca o l'attenuazione delle misure cautelari a carico di Massimo (arresti domiciliari), Marco, Annamaria e Carmine Preziuso (per loro obblighi di firma). Indagati nell'inchiesta sulle onlus irpine, «Aias» e «Noi con Loro», specializzate nell'assistenza dei disabili. E finite al centro di un'indagine che contesta a vario titolo, nei confronti di dieci persone fra le quali la moglie e due figlie dell'ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, i reati di malversazione ai danni dello Stato, peculato, truffa e riciclaggio. Per il procuratore, Rosario Cantelmo, e il sostituto e titolare dell'inchiesta, Vincenzo D'Onofrio, sarebbe stato creato un sistema di distrazione di fondi che, oltre alle due onlus indagate, coinvolgeva aziende che non avevano nulla a che fare col mondo della sanità. E che ricoprivano un ruolo decisivo nel riciclaggio di fondi pubblici.

Il ricorso al Riesame 

Questa mattina i difensori dei Preziuso, gli avvocati Quirino Iorio, Giovanni Iacobelli e Generoso Pagliarulo, hanno provato a dimostrare l'insussistenza delle esigenze cautelari. E l'impossibilità di reiterare i reati contestati, anche alla luce dei sequestri sui conti personali eseguiti dalla Procura nel corso della stessa indagine.

Le accuse a carico dei Preziuso

Per il gip, Paolo Cassano, Massimo Preziuso era «l'ideatore e il realizzatore di fatture false e movimentazioni bancarie volte a celare, attraverso bonifici e prelievi di contante, l'origine del danaro sottratto» mentre gli altri indagati (Annamaria, Marco e Carmine), vengono indicati nell'ordinanza come «gli esecutori materiali dei progetti criminali del loro congiunto Massimo Preziuso e di Gerardo Bilotta».

Il nome di Marco e Carmine ruota intorno a una delle aziende che, secondo gli inquirenti, avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale per distrarre parte dei fondi di un finanziamento regionale destinato alla onlus «Noi con Loro».

Per Annamaria Preziuso una delle ipotesi di reato è di riciclaggio. Per i magistrati avrebbe effettuato prelievi in contanti dai conti dell'Aias ed emesso vaglia postali e assegni circolari che sarebbero poi stati utilizzati dall'ex presidente della onlus, Gerardo Bilotta, per pagare le ditte che hanno realizzato i lavori su una villa di sua proprietà a via Camposanto. La somma distratta ammonterebbe a circa 120mila euro che provenivano da soldi versati dalla Regione all'Aias e che sono valsi alla Preziuso e a Bilotta anche un'ipotesi di reato per peculato. Accuse respinte proprio dall'ex presidente dell'Aias durante le dichiarazioni rese dinanzi al gip.

Intanto domani sarà discussa al Riesame proprio la posizione di Bilotta. All'indagato, come Ottopagine.it vi ha raccontato, è stato notificato anche un avviso di conclusione delle indagini per un inchiesta legata sempre ad Aias e al contributo ricevuto per i contratti di solidarietà.

E' invece caduto l'obbligo di firma per Annamaria Scarinzi. Il Riesame ha infatti accolto il ricorso curato dagli avvocati, Massimo e Anton Emilio Krogh.

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