di Andrea Fantucchio
Un nuovo accertamento sul corpo del 32enne Gianmarco Gimmelli per capire se c'è stata una colluttazione prima del brutale omicidio di Claudio Zaccaria. Giovedì mattina il 25enne di Mercogliano è stata ammazzato con dieci coltellate proprio in casa di Gimmelli. Il 32enne è anche accusato di aver ferito con tre fendenti alla gola Ylenia, la ragazza di Claudio. La 18enne – ieri – ha firmato le dimissioni dall’ospedale Moscati contro il parere dei medici.
Oggi pomeriggio gli accertamenti
Poche ore fa il medico legale, Lamberto Pianese, è stato nel reparto di Rianimazione della Città ospedaliera per visitare Gianmarco Gimmelli. I nuovi accertamenti sono stati delegati questa mattina dal sostituto procuratore, Paola Galdo, su sollecitazione dell'avvocato dell’indagato, Gaetano Aufiero.
Pianese ha il compito di chiarire se sul corpo di Gimmelli ci siano segni di colluttazione. Se cioè, Gianmarco abbia lottato con la vittima prima di ucciderla: per gli inquirenti è lui l'assassino. Lunedì mattina – poi – altri accertamenti verranno realizzati su Ylenia. Gli esami serviranno a fornire ulteriori informazioni per ricostruire nei dettagli la dinamica di quello che è accaduto nell’appartamento di via Madonna de la Salette.
Il punto delle indagini
Al momento gli investigatori non ritengono probabile l’ipotesi di una colluttazione, o almeno non c’erano tracce evidenti di una lotta all’interno dell’abitazione. Ma solo gli esami tecnici potranno sciogliere ogni dubbio. Gli agenti della Mobile hanno rivenuto due coltelli in casa di Gimmelli. Uno con una lama più lunga, proprio la probabile arma del delitto, e uno più piccolo.
Si continua a cercare il movente. Cosa si sono detti Claudio e Gianmarco prima del violento litigio? Cosa ha innescato la furia omicida? Davvero è stato un debito a provocare l'inspiegabile aggressione? Una delle piste seguite dagli investigatori della Mobile è legata proprio a una somma di denaro che uno dei due doveva all'altro. Forse un debito maturato la mattina stessa dell'omicidio.
Indagine sullo spaccio in città
I poliziotti hanno già ascoltato numerosi testimoni. E' caccia al pusher che ha venduto la droga rinvenuta nell'abitazione di Gimmelli. Gli agenti hanno sequestrato delle bottiglie di vodka e altre per fumare crack. Sarebbero state rilevate anche tracce di cocaina. L'inchiesta della sezione antistupefacenti della Questura affidata all'ispettore superiore Roberto De Fazio, potrebbe incrociarsi con altre indagini già nate intorno allo spaccio in città. E rivelare scenari inquietanti. Dopo che nelle scorse settimane proprio un giro di cocaina era stato sgominato dagli uomini della Mobile.
Inchiesta sulle ultime ore prima dell'omicidio
Gli investigatori hanno acquisito i tabulati telefonici dei tre ragazzi. Per ricostruire le ventiquattro ore che hanno preceduto l'omicidio. E in particolare quell’arco di tempo fra l'arrivo di Claudio e la fidanzata in casa di Gianmarco, fino alla violenta aggressione.
Da testimonianze raccolte dagli inquirenti i ragazzi, la mattina dell'omicidio, avrebbero ordinato sette, otto bottiglie di alcolici. Dopo quella che – presumibilmente - era stata già una notte all'insegna di eccessi. Anche se quest'aspetto potrà essere chiarito con certezza solo dopo l'esito degli esami tossicologici. Le condizioni di Gianmarco restano gravi.
