L'oro votivo sparito per sempre in Irpinia e il grande dolore degli anziani

Episodi diversi, non collegati tra loro che hanno cancellato la storia di queste comunità

l oro votivo sparito per sempre in irpinia e il grande dolore degli anziani

Un dolore che accomuna soprattutto gli anziani nelle aree interne sempre più spopolate e povere...

Trevico.  

E' il dolore il filo conduttore dell'oro votivo rubato che ha cancellato per sempre la storia e le tradizioni di diverse comunità della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, ultima in ordine di tempo, Trevico sul cucuzzolo della Campania. Erano tempi difficili e di carestia e si restava anche senza mangiare dopo aver donato con sudore e sacrifici quell'oro.

Un dolore che accomuna soprattutto gli anziani nelle aree interne sempre più spopolate e povere e anche la chiesa che attraverso il vescovo Sergio Melillo ha scelto la strada del silenzio. 

Storie e dinamiche diverse, non collegate tra loro, ma unite dalla stessa sciagura e amara realtà: "Niente e nessuno restituirà più chili e chili di oro trafugato e svanito nel nulla"

Nel primo caso: (ottobre 2024) ha destato non poco scalpore la sparizione dell'oro votivo appartenente a diverse parrocchie irpine, custodito in una stanza della curia vescovile di Ariano, culminata con l'arresto di una suora incaricata della custodia, unica indagata, accusata di furto pluriaggravato e violenza sulle cose e condannata nel gennaio scorso a tre anni e quattro mesi dopo aver patteggiato la pena. (Leggi qui)

Dalla Madonna della Neve a Bonito, una delle parrocchie più colpite (ben 54 pezzi pari ad oltre 8 chili, frutto di 200 anni di donazioni) a Sant'Anna a Savignano Irpino, spogliata di tutto il tesoro aureo, rappresentato da collane, bracciali, gioielli, spille, orecchini e medaglioni, donato dalla principessa Carolina Filangieri. Ed ancora le parrocchie di Carife con la devozione a San Rocco, Castelbaronia e Santa Maria Assunta ad Ariano Irpino. 

Nel secondo caso: (15 aprile 2026) un episodio ben diverso ad opera di malviventi senza scrupoli. Una banda composta da sei persone, sembrerebbe dall'accento misto italiano e straniero che al buio si è diretta dritta e in maniera spedita verso la cassaforte conoscendo molto bene gli ambienti parrocchiali e il luogo in cui era posizionata, forse con la complicità di una talpa per poi allontanarsi a bordo di due auto con la refurtiva. Saranno le indagini a fare piena luce su questa brutta storia che ha destato profonda tristezza e dolore tra la gente.