di Marco Festa
È conto alla rovescia per Cesena – Avellino, ma il dicembre dei derby è ormai alle porte. I biancoverdi sono così concentrati su un doppio fronte: il primo conduce alla gara valevole per la sedicesima giornata di Serie B, in programma domani, alle 15, all'Orogel Stadium “Dino Manuzzi”; il secondo alle sfide casalinghe contro Benevento e Salernitana, calendarizzate rispettivamente per il 10 e 24 del prossimo mese. In Emilia Romagna i lupi, privi del tecnico Domenico Toscano, alle prese con i postumi della colica renale che lo ha costretto al ricovero per diversi giorni, dovranno rinunciare a Migliorini, Soumarè e Verde, senza dimenticare i degenti di lungo corso Gavazzi e Molina. È caccia al terzo risultato utile consecutivo dopo il pari a Carpi ed il successo interno contro il Pisa. Equilibrio è la parola chiave per superare indenni un duro esame; il 4-3-3 il modulo con cui si tenterà di trovarlo; D'Angelo e Bidaoui le novità dal primo minuto per cercare di ravvivare la pericolosità offensiva. Ma pure l'atteso futuro sta per diventare presente e allora si lavora alacremente, provando ad accantonare l'infinita querelle con il Comune, tra debiti e crediti vantati dal club e dall'ente locale, per ottenere l'incremento della capienza del “Partenio-Lombardi” al fine di garantirsi introiti ed una cornice di pubblico all'altezza degli eventi in arrivo. Questa mattina gli architetti Vincenzo Maria Genovese e Marco Speranza hanno inoltrato agli uffici competenti la documentazione necessaria per richiedere l'aumento degli accessi in tre settori: quello ospiti, per il quale si punta a passare da 800 a 1200 posti; quello riservato ai diversamente abili, in Curva Nord, ed infine nella Tribuna Terminio, che si vuole portare da 1500 a 3000 posti. In caso di ok lo stadio cittadino potrebbe accogliere dodicimila spettatori, duemila in più degli attuali consentiti. Nelle prossime ore la virtuale palla passerà alla Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, che dovrebbe riunirsi la prossima settimana.
