Non c'è sosta se non sulla cima. Che per l'Avellino equivale alla permanenza in Serie B. Altro che "Monzon". Walter Alfredo Novellino si traverste ancora una volta da Reihnold Messner e non rinuncia all'ormai consueta metafora della scalata della montagna anche alla vigilia della gara casalinga con il Vicenza. Lupi a caccia dell'ottavo risultato utile consecutivo contro un avversario falcidiato dalle assenze. Guai, però, ad abbassare la guardia. “Piano piano stiamo risalendo in modo da raggiungere la salvezza a fine campionato.” - ha esordito il tecnico nella conferenza stampa post-rifinitura - "È fondamentale che non dimentichiamo cosa abbiamo passato, tutto quello che c’è alle nostre spalle. Bisogna affrontare il Vicenza con l’umiltà che ci ha contraddistinto finora: è una squadra con uomini che possono mettere in difficoltà chiunque. Sarà una partita difficilissima. Bisogna saper aspettare e giocare con molta intelligenza. A gennaio il Vicenza ha fatto grandi acquisti, noi però siamo in salute e vogliamo fare la nostra gara."
Capitolo formazione. Castaldo, provato in settimana in tandem con Ardemagni, può essere la sorpresa dal primo minuto - in tal caso Verde arretrerebbe sull'out mancino del settore nevralgico - ma stando a quanto dichiarato dallo stesso Novellino dovrebbe partire dalla panchina, anche perché quello di domani è il primo di tre impegni in otto giorni ed il turnover è perciò d'obbligo. A sostiuire Belloni, che ha alzato bandiera bianca per via di un attacco influenzale dovrebbe essere allora D'Angelo proposto nuovamente nelle vesti di mezzala aggiunta: “Belloni non è convocato. La sua è un’assenza pesante. Castaldo? Sta bene, a Cittadella scalpitava per entrare in campo. Può tornare certamente utile in seconda battuta."
Recuperati Djimsiti e Paghera, che, fatto salvo colpi di scena, saranno titolari. Se in particolare l'albanese, ristabilitosi in tempi record da una elongazione al flessore sinistro, dovesse invece essere risparmiato sarà Perrotta ad agire da centrale al fianco di Jidayi, con il ritorno di Laverone a sinistra e lo spostamento di Gonzalez a destra per effetto di un rimescolamento della linea difensiva schierata al Tombolato: “Djimsiti e Paghera sono giocatori importanti, così come sta dimostrando di esserlo Omeonga per la capacità di rubare palla e ripartire con grande dinamismo. L’imbarazzo della scelta è sempre piacevole per un allenatore."
