Ripartire. Senza fare drammi, ma pure senza sfuggire alle proprie, evidenti, responsabilità per il mortificante k.o. interno con il Perugia. Fabrizio Paghera risolleva l'Avellino, ormai proiettato alla sfida in trasferta al “Picco” di La Spezia e, dopo la seduta di allenamento mattutina, in palestra, che sarà seguita da una sessione di lavoro pomeridiana a porte aperte, al “Partenio-Lombardi”, invita a voltare celermente pagina: "Per la prima volta da quando ci allena Novellino non siamo riusciti ad interpretare bene la gara a livello tattico. Avevamo preparato una partita diversa ed il gol dell’1-0 ha complicato i nostri piani. Abbiamo perso equilibrio per la troppa voglia di recuperare e perché eravamo poco brillanti. Se perdiamo equilibrio diventiamo scarsi. Al contrario se ci aiutiamo tutti in campo possiamo andare a La Spezia senza paura. A fare la nostra partita portando via punti. Dobbiamo dare una risposta forte, da squadra vera."
Zero alibi, nessuna scusa. Paghera allontana con forza pure l'eventualità della prestazione altamente negativa parzialmente motivata dallo choch per la richiesta, da parte della Procura Federale, di 7 punti di penalizzazione: "Se ci facciamo influenzare da certi fattori non possiamo giocare a calcio. Non esistono alibi come la penalizzazione, il pareggio beffa di Vercelli o la direzione dell’arbitro. Comportiamoci da professionisti. Penalizzazione o no, le vittorie per salvarci dovremo ottenerle comunque."
In Liguria mancheranno Djimsiti e Gonzalez, squalificati per effetto dei rossi diretti ai loro danni decisi dall'arbitro Manganiello della sezione di Pinerolo. Il centrocampista bresciano commenta così la direzione arbitrale che tanto ha fatto discutere: "Ripeto: è sbagliato accampare ogni tipo di scusa, tra cui quella dell'arbitraggio. Detto ciò dispiace per Djimsiti: è solo scivolato e non è un giocatore che fa entrate del genere volutamente."
