Avellino saluta Paolo Pagliuca: cori e lacrime. Video e Foto

Tutta la città riunita per l'ultimo saluto a un grande sportivo e persona straordinaria.

(Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video. A fine articolo le foto) Appena conclusi i funerali di Paolo Pagliuca. Presenti sportivi, istituzioni, tifosi, amici. Per dire addio a un grande uomo.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

L'ultimo viaggio di Paolo Pagliuca. Nello spiazzale della chiesa di San Ciro ci sono tantissimi avellinesi in attesa. Gli studenti che l'hanno avuto come maestro, gli sportivi che hanno condiviso con lui un pezzo di vita, i giovani della Scandone e il mister Pino Sacripanti. Gli amici di sempre o di un momento. Spicca l'assenza dei vertici dell'Avellino Calcio (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video. A fine articolo le foto).

Immancabili i tifosi, c'è una delegazione della Curva Sud. Che saluterà Paolo con cori e striscioni. E le istituzioni: vediamo fra gli altri il sindaco, Paolo Foti. E il consigliere comunale, Geppino Giacobbe.

La città rende omaggio a un grande uomo. Ci muoviamo fra la folla e raccogliamo qualche parola, un ricordo. "Se ne è andato uno dei nostri". "Non ci posso credere. Non può davvero essere andata così".

Nessuno crede che il bastardo, come Paolo chiamava il suo linfoma, abbia vinto. E noi siamo certi sia così. Paolo non è stato sconfitto. Sta combattendo altrove.

Cala il silenzio.

Arrivano le auto scure. Il feretro trasportato a spalla. Le lacrime dell'amata moglie Donatella e della figlia Giulia. Due guerriere straordinarie che con grande dignità, anche nel dolore, precedono il corteo. I ragazzi della Scandone si dispongono in due file per accogliere Paolo nel suo ultimo viaggio. Sempre loro: quei giovani che sono stati una costante nella sua vita umana e professionale.

Sarebbe stato bello vedere anche i ragazzi della primavera dell'Avellino. O una folta rappresentanza della prima squadra. Le due vite di Paolo al suo fianco anche nell'ultimo viaggio. Invece la società si è limitata al minimo indispensabile: c'erano Angelo D'Angelo e il colonnello Lallo.

Forse di fronte alla morte anche i litigi del passato, ci permettiamo di dire così umani e terreni, avrebbero dovuto passare in secondo piano. Già, avrebbero dovuto. Ma così non è stato. E siamo certi che Paolo, da lassù, riderà anche di questo.

Toccanti le parole del parroco che hanno rievocato la morte della madre di Paolo. Appena una settimana fa. Siamo certi che ora, mamma e figlio, saranno di nuovo riuniti.

L'ultimo saluto è quello più vibrante e sentito: i cori della Curva Sud che scandiscono il nome di Paolo. L'eco che si alza alto nel silenzio generale. Poi l'applauso. Qualcuno accarezza la bara. Il cofano si chiude. L'auto riparte. La città da oggi è più vuota.