di Marco Festa
«Rispetto il pensiero dei tifosi ma vado avanti per la mia strada. Giochiamo come sappiamo a Perugia, tanto la colpa è sempre dell’allenatore. Non sono dimesso, anzi mi mangio tutti.» Parole e idee firmate Walter Alfredo Novellino nell'anti-vigilia di un Perugia – Avellino più che mai spartiacque per il futuro dei biancoverdi e dello stesso tecnico, che, per la prima volta, a poco più di un anno dal suo fondamentale subentro sulla panchina irpina in seguito all'esonero di Toscano, è finito sul banco degli imputati. A chiamarlo in causa il duro comunicato emesso nella serata di giovedì dalla Curva Sud al quale il tecnico ha replicato così: «L’unico responsabile sono io. La società ha fatto di tutto per mettermi a mio agio, i tifosi devono prendersela con me, ho le spalle grosse, ho vinto dappertutto.»
Quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. L'esame “Curi”, stadio tradizionalmente ostile, alle porte. Ricucire lo strappo, riannodare il filo di ottimismo ed entusiasmo, che si è palesemente spezzato contro la Salernitana, è l'imperativo: «Dobbiamo soltanto ritrovare la serenità che avevamo prima del derby, stiamo ancora pagando psicologicamente ciò che è accaduto in quella partita. Questa settimana sono stato zitto con i calciatori, non gli ho fatto pesare nulla. Il nostro obiettivo resta la salvezza ma sono convinto che dopo averla raggiunta possiamo dire la nostra anche in altre situazioni.» ha proseguito Novellino.
Capitolo formazione. Lunedì sera il tecnico di Montemarano varerà un 4-3-3 camaleontico, che sarà 4-1-4-1 e pure 4-5-1 in fase di non possesso. Pecorini è in forte dubbio; certi assenti Gavazzi, Morosini, Rizzato e Marchizza, “strappato” ai lupi dall'Under 20. Rientrerà dalla squalifica e sarà titolare, al fianco di Di Tacchio e D'Angelo, Moretti. In attacco spazio a uno tra Asencio e Castaldo. Rifiaterà, salvo colpi di scena, Ardemagni: pupillo del mister, risucchiato dal vortice di problematicità collettive, ma nel quale lo stesso continua a riporre totale e piena fiducia: «Ho il dovere di recuperare dei giocatori in difficoltà, Ardemagni ha solo bisogno di ritrovare il feeling con la porta.»
