Novellino: hanno offeso la mia famiglia

Il mister: "Tutti sanno quanto sono legato alla tifoseria, non si vada sul personale"

Avellino.  

Evidentemente infastidito nel post partita non solo per il risultato maturato sul terreno di gioco e per una classifica deficitaria, ma anche per la contestazione di una parte della tifoseria, il tecnico dell'Avellino Walter Novellino era stato "pizzicato" dalle telecamere mentre battibeccava con un gruppetto di persone che, alle sue spalle, lo stava fischiando ed insultando già da diversi minuti offendendo- pare- anche alcuni componenti della sua famiglia. Attraverso il sito ufficiale, il trainer biancoverde ha inteso fornire la sua versione dei fatti con la speranza che tutto l'ambiente possa fare un passo indietro e ritrovare la necessaria serenità per il bene di una squadra che, mai come in questo momento, avrebbe bisogno dell'appoggio del pubblico e del cosiddetto "dodicesimo uomo" per dare un calcio alla crisi e alla sfortuna. Ecco il pensiero dell'allenatore:

Ieri pomeriggio, durante l’intero arco della partita, oltre a una pioggia incessante, mi sono piovute addosso offese rivolte alla mia persona e alla mia famiglia provenienti da uno sparuto gruppo di persone sistemate in tribuna Montevergine laterale. Ci tengo a sottolineare: si è trattato di pochissime persone, rispetto a un pubblico straordinario. Però anche sul risultato di vantaggio, senza sosta, hanno rivolto nei miei confronti insulti di ogni genere. Ho mantenuto la calma durante la partita, ma quando sono stati toccati alcuni tasti della mia sfera personale, è stato difficile contenere la rabbia. Ho avuto una reazione verso questi signori, per un attimo, soltanto a fine gara, e l’hanno vista tutti, non sono qui a negare l’evidenza.

Non ho voluto tuttavia parlarne con la stampa nelle consuete conferenze post gara per non alimentare altre polemiche e per non distogliere l’attenzione da quanto avvenuto in campo.Poi, con il trascorrere delle ore, ho visto che il mio momento di stizza è stato strumentalizzato dai media e ho così preferito ritornare sull’argomento per chiarire e chiuderlo definitivamente.Siamo protagonisti di una realtà sportiva importante, rappresentiamo un esempio e mi scuso del gesto avuto, ripreso dalle telecamere.Contestate le mie scelte tecniche, i moduli, i cambi. Ho imparato a turarmi le orecchie e a guardare avanti. Ma questa volta non ce l’ho fatta: le offese rivolte alla mia persona, alla mia famiglia - che trovo davvero senza senso, immotivate, seppure provenienti da pochissime persone - non riesco a capirle e ad accettarle.

Sono nel calcio da una vita e ho sempre avuto rispetto di tutti: società, tifosi, calciatori, colleghi, stampa e quanti lavorano in questo “mondo”. E ho sempre rispettato la tifoseria di Avellino: tutti sanno quanto sia legato a questa piazza e i motivi che mi fanno sentire un vero “lupo”.  Dietro a ogni tesserato, allenatore o calciatore che sia, c’è un uomo e credo di meritare lo stesso rispetto che ho sempre avuto nei confronti di tutte le persone".

Redazione Sport