Avellino, tra scelte obbligate e un modulo da rivalutare

Martedì a Crotone i biancoverdi potrebbero tornare all'antico per uscire dalla crisi

Avellino.  

Sembrava essere risorto grazie al successo sul Modena. Era caduto in maniera immeritata a Vicenza. Poi un doppio 1-1, in casa del fanalino di coda Varese e ieri, al "Partenio-Lombardi", contro la Virtus Entella, ha certificato che la lunga crisi dell'Avellino, iniziata nel momento migliore, dopo i quattro successi consecutivi che lo avevano proiettato ad un passo dal secondo posto solitario, non può più considerarsi solo di risultati. I biancoverdi si sono ritrovati a vivere un'altra domenica con la testa affollata dai pensieri. A riflettere su perché siano finiti dalle stelle alle stalle nel giro di dieci partite, le ultime, in cui hanno racimolatoto nove punti sui trenta a disposizione; su quale sia la ricetta per uscire dal tunnel imboccato, mentre sfrecciavano a tutta velocità, dopo Livorno; su quali siano le mosse per rompere il digiuno, prima di tutto fuori casa. Dove la vittoria manca dal 22 febbraio. Dove nelle ultime cinque partite lo score è da brividi: quattro sconfitte e un pareggio. Domande a cui trovare celeri risposte. Perché martedì è di nuovo campionato. A Crotone, contro i padroni di casa, reduci dal secco 3-0 subito a Modena; che non vincono da tre partite e sono terzultimi in solitaria, non sarà una passeggiata di salute. E se l'Avellino non si sblocca, psicologicamente, ma anche in termini di prestazione ed incisività, rischia tanto. Tantissimo. Di ritrovarsi fuori dai play off, innanzitutto. Ma, soprattutto, di vedere ulteriormente minate le sue sicurezze, diventate improvvisamente traballanti.

Infermeria affollata. Dalla contestazione, con annessi fischi assordanti, al silenzio delle porte chiuse, il passo è stato breve. Questa mattina i lupi hanno ripreso la preparazione. Non c'è tempo per riposare. Non c'è tempo per piangersi addosso. Lavoro defaticante per chi ha giocato con l'Entella, partitella per il resto della squadra. Il bollettino medico non porta buone notizie: in Calabria non ci saranno Mokulu, che contro i liguri ha rimediato una distrazione muscolare alla coscia sinistra da valutare con esami diagnostici entro le prossime 48 ore; Soumarè, alle prese con una fastidiosa fascite plantare, che sta svolgendo terapie mediche e riabilitative, oltre a Bavena, che si è sottoposto a risonanza magnetica che ha evidenziato una lesione di 1°/2° grado al muscolo gemello mediale del polpaccio destro. Ed è in forte dubbio pure Schiavon: ha la sciatalgia, oggi non ha potuto svolgere più di un lavoro ridotto. Tre assenze certe, una probabile. Alle quali va sommato il forfait al quale sarà costretto Castaldo, che sarà squalificato dopo il cartellino giallo rimediato contro l'Entella. Domani mattina la squadra sosterrà la seduta di rifinitura alle ore 10, a porte chiuse, al Partenio-Lombardi. Le scelte dovrebbero essere, ora più che mai, obbligate.

Fare di necessità virtù. È solo una questione mentale, ha sbottato Rastelli alla fine del match contro l'undici allenato da Aglietti per motivare un altro mezzo passo falso che pesa come uno pieno, soprattutto in termini di classifica, anche se l'Avellino è ancora nei play off. Ma nei play off ci è arrivato anche grazie ad una prima parte di campionato con una precisa identità di gioco, anche se i risultati positivi, prima del ciclo nero, non erano mancati anche col nuovo modulo, il 4-3-1-2. Chissà allora se il ritorno al 3-5-2 sia totalmente da scartare. Stando a quanto ha dichiarato Rastelli prima della trasferta a Varese sì: "Si va avanti fino alla fine della stagione col 4-3-1-2", ma mai dire mai, sia in virtù delle tante assenze sopra citate, sia della trazione offensiva del Crotone di Drago, che l'Avellino potrebbe affrontare alla vecchia maniera: chiudendo tutti gli spazi e cercando di capitalizzare la prima chance utile per colpire. Si vedrà.

Gli interpreti. Nel caso in cui dovesse essere confermato il modulo col trequartista (Sbaffo o Schiavon), davanti a Frattali, con l'ex Gomis che potrebbe essere ancora relegato in panchina, potrebbe essere confermata la linea a quattro, proposta ieri. Fabbro e Vergara restano in corsa, in ogni caso, per giocarsi una maglia nel caso in cui Chiosa, che era alle prese con un affaticamento ad un flessore, dovesse essere risparmiato. Occhio però anche a Visconti, che venerdì è tornato tra i convocati, che potrebbe essere sia l'esterno sinistro in caso di 3-5-2, sia il terzino sinistro nel 4-3-1-2. A centrocampo, detto del dubbio Schiavon, potrebbe trovare spazio Sbaffo, scalando dalla trequarti alla linea mediana, al fianco di due tra Arini, Kone Angeli e D'Angelo. Il capitano sembra pronto al rientro dopo cinque giornate trascorse partendo dalla panchina. Il ritorno all'antico andrebbe inoltre ad innescare un ballottaggio per l'out destro tra Almici, Regoli e Bittante. In attacco non sembrano invece esserci alternative al duo Trotta - Comi. Tra uomini contati e tanti dubbi, una certezza: a cinque giornate dalla fine, è finito il tempo per le mezze misure. L'Avellino deve vincere per non buttarsi via.

Marco Festa