di Marco Festa
Fronte comune per la salvezza. L'Avellino prosegue la marcia di avvicinamento alla cruciale trasferta di Carpi e il tifo si mobilita per trascinare la squadra alla permanenza in Serie B. Questo pomeriggio i supporters biancoverdi si recheranno in massa allo stadio “Partenio-Lombardi” per incitare D'Angelo e compagni in vista della gara di sabato al “Cabassi” dove si prevede il tutto esaurito nel settore ospiti grazie anche al contributo dei sostenitori irpini che vivono nel nord Italia e perfino all'estero. In città sono intanto spuntati striscioni d'incoraggiamento per i lupi. Una prova di maturità, perché non è tempo di processi e polemiche: ora più che mai conta solo difendere la categoria.
Al lavoro riscaldati dal calore della propria gente e con lo sguardo rivolto, come sempre, all'infermeria. Da valutare le condizioni di Pecorini, che ieri ha accusato il riacutizzarsi del problema al flessore sinistro di cui era rimasto vittima nel match contro il Perugia.
Priorità al campo, ma intanto si inseguono una serie di rumors circa possibili e importanti novità sul fronte societario: come noto, l'Italpol Vigilanza è a un passo dall'acquisizione della maggioranza delle quote ma nel contempo Gianandrea De Cesare, patron della Sidigas Avellino che questa sera gioca l'andata della finale di Europe Cup, starebbe pensando di incrementare il suo impegno al fianco del club presieduto da Walter Taccone dopo l'importante sponsorizzazione triennale sottoscritta nella scorsa estate.
Lo stesso Taccone, lo scorso 20 febbraio, al microfono di 696 TV Otto Channel, in risposta alle prime indiscerzioni emerse in merito al possibile interesse all'ingresso nella compagine dirigenziale di De Cesare aveva dichiarato: “Il nome di Gianandrea De Cesare sarebbe stato il numero uno in assoluto, senza voler togliere nulla al gruppo che sta entrando (l'Italpol Vigilanza, ndr). L'ho sempre detto: ho sempre fatto una corte spietata a Gianandrea, con il quale ho bellissimi rapporti sotto il profilo professionale, di stima reciproca. Sarebbe stato davvero il partner ideale dell'Avellino. Però, evidentemente, mettersi sulle spalle anche questo faldone, oltre quello del basket, che lo coinvolge in maniera pesante e significativa, non lo so se Gianandrea avrebbe avuto la volontà di farlo. Io, per la verità, non ho sentito Gianandrea per questa situazione specifica, per l'acquisto delle quote, perché pensavo che dovesse essere più un problema suo, se lui avesse voluto fare un discorso di questo tipo. Ovviamente mi avrebbe trovato disponibile e aperto a qualunque tipo di soluzione con lui. Se volesse farlo in futuro troverà una porta aperta.” Insomma, una discorso mai accantonato potrebbe essere ripreso con il profilarsi un clamoroso cambio di scenario. Si vedrà. Il futuro a breve e lungo termine è già presente in casa Avellino.
