di Andrea Fantucchio
La Cassazione ha annullato senza disporre il rinvio degli atti dinanzi ai giudici del Riesame, e quindi in modo definitivo, gli obblighi di firma a carico di otto tifosi dell'Avellino coinvolti negli scontri nel dopo partita fra la squadra biancoverde e la Salernitana lo scorso marzo. Gli ermellini hanno accolto interamente i ricorsi curati dagli avvocati Gerardo Di Martino, Fabio Tulimiero e Costantino Sabatino.
Perché erano stati applicati gli obblighi di firma
Le misure cautelari erano arrivate dopo quanto avvenuto al termine della partita allo stadio Arechi di Salerno dove era appena terminato il derby fra Avellino e Salernitana. Secondo la ricostruzione degli agenti della sezione Volante, poi coinvolti negli scontri, l'aggressione avrebbe visto protagoniste due frange della tifoseria avellinese. I tafferugli erano iniziati all'uscita dello stadio. Prima insulti e spintoni, poi era scoppiata una rissa. Anche dei poliziotti erano rimasti feriti. La Questura di Salerno aveva così emesso dei Daspo a carico di alcuni tifosi dell'Avvellino. Si tratta di divieti di avvicinamento alle manifestazioni sportive. Provvedimenti che sono stati poi impugnati al Tar di Salerno.
Per le difese si tratta di accuse infondate
Le accuse erano sempre state respinte da parte dei sostenitori dell'Avellino calcio. I loro avvocati ritenevano contraddittorie, fin dal primo momento, le immagini raccolte dai servizi di sorveglianza. Video che, secondo la loro ricostruzione, non provavano in modo inconfutabile le responsabilità dei tifosi indagati. Aspetti che avevano inevitabilmente fatto discutere e tanto all'interno degli ambienti vicini alla tifoseria biancoverde. Ora i tifosi colpiti dall'obbligo di firma possono finalmente esultare. E aspettano fiduciosi l'esito del ricorso presentato proprio al tribunale amministrativo regionale per chiedere la revoca dei Daspo.
