di Marco Festa
Quella dello stadio “Benito Stirpe” di Frosinone doveva essere una festa di sport a lungo attesa: quella dell'amichevole contro la Roma, in cantiere da un anno. Si è invece tramutata in una serata surreale, angosciante, a tratti alienante per i circa mille tifosi irpini giunti al seguito della squadra e per la squadra stessa, che, proprio mentre veniva battuto il calcio d'inizio del match, sono stati raggiunti dalla notizia ufficiale della bocciatura del ricorso avverso l'esclusione dal campionato di Serie B. A fine primo tempo e al termine della gara scene da brividi, coi calciatori sotto al settore destinato ai supporters irpini a cingersi in un abbraccio carico di lacrime e preoccupazione. I volti, stravolti, dei veterani D'Angelo e Castaldo a valere più di mille parole. Gol di Schick (57') e Paghera (91'). Uno a uno il risultato finale di una partita fantasma, passata del tutto in secondo piano, tra i semifinalisti dell'ultima Champions League e un avversario allo stato attuale senza categoria ma così generoso da sollevare il plauso di Eusebio Di Francesco. Una pacca d'incoraggiamento sulla spalla, quella del tecnico dei giallorossi, con cui confortarsi. Da incassare con orgoglio. Anche perché in casa irpina non c'è comunque nessuna voglia di arrendersi e si resta fiduciosi, nonostante tutto, nella società e nell'appello al Collegio di Garanzia del Coni per vedere ribaltati gli scenari e salvaguardata la Cadetteria. Concetti sintetizzati alla perfezione, in conferenza stampa, dall'allenatore Michele Marcolini. Sui social si è intano scatenato il dibattito tra invettive, interrogativi e speranze. Oggi è proseguito il ritiro di Ariano Irpino. Alle spalle un 20 luglio che verrà, in ogni caso, ricordato per sempre.
