Indagine Avellino calcio, ora 7 indagati: inchiesta ai raggi x

I dettagli del sequestro e sulle ipotesi di reato nei confronti dei 7 indagati.

Due nuovi indagati nell'inchiesta sull'Avellino calcio e su alcune società di fornitura. I dettagli dei sequestri di questa mattina.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Sette indagati nell'inchiesta sull'Avellino calcio e alcune società di fornitura della squadra. Un'indagine condotta dal pool di magistrati della prima sezione di criminalità economica di Palazzo De Marsico, Vincenzo D'OnofrioTeresa Venezia e Fabio Massimo Del Mauro.

Ecco gli indagati

Sotto indagine è finito il legale rappresentante dell'Us. Avellino 1912, Walter Taccone, difeso dagli avvocati Innocenzo Massaro Luigi Petrillo. Per gli inquirenti il numero uno biancoverde avrebbe indicato nella dichiarazione dell'Iva e dei redditi, dal 2015 al 2017, cifre che derivavano dall'utilizzo di fatture inesistenti.

Nello specifico sono finite nel mirino delle fiamme gialle le imposte indetraibili relative al 2016 e al 2017, di 144mila euro e 273mila euro. E la dichiarazione dei redditi (modello sc 2016) che si riferisce al periodo che va dal luglio del 2015 al giugno del 2016 con costi deducibili pari a 1 milione 406mila euro. Tutte cifre che, sempre per l'accusa, avrebbero risentito dell'utilizzo delle fatture inesistenti.

A Taccone è contestata anche l'ipotesi di reato di false comunicazioni sociali in concorso con altri dirigenti che devono essere identificati. In relazione al bilancio d'esercizio chiuso al 30 giugno 2016 e trasmesso al registro delle imprese, si legge nel decreto di sequestro «avrebbe esposto consapevolmente fatti materiali non rispondenti al vero e omesso aspetti rilevanti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società».

Oltre a Taccone sono finiti nel mirino degli inquirenti profili legati a delle società di fornitura dell'Avellino: la Mabevi che si occupa di software, la Lps specializzata nel campo della comunicazione, la l'Irpiniatecnolife che vende apparecchiature tecnologiche.

Nel decreto di sequestro si fa riferimento anche a Maurizio De Simone, direttore generale del Matera calcio difeso dall'avvocato Gerardo Santamaria. Secondo l'accusa «come amministratore  della Mabevi srl ed Irpiniatecnolife avrebbe emesso, fra il 2015 e il 2016, fatture per operazioni inesistenti per consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto». Per un imponibile di 240mila euro e iva 52mila, relative al 2015, e 482mila e iva di oltre 106mila euro per l'anno successivo, in relazione all'attività svolta dalla Mabevi. Per l'Irpiniatecnolife, invece, un imponibile di 216mila euro e iva superiore a 47mila euro, per il 2015, e 250mila e iva di 55mila euro in relazione all'anno successivo.

Riguardo alle presunte fatture sospette, emesse dalla Mabevi, sono stati indagati anche Francesco Caruso e Antonio Taccone, che hanno svolto in periodi differenti il ruolo di amministratore unico della società.

Nel mirino degli inquirenti sono finite anche delle fatture emesse dalla Lps sas di Alessandra D'Andrea fra il e il 2016. Per le quali sono indagati l'amministratore unico Alessandra D'Andrea e poi, si legge nel decreto, i suoi successori Massimiliano Sperduto e Alessio Andreottola.

Il sequestro in dettaglio 

Questa mattina le fiamme gialle, dirette dal colonnello Gennaro Ottaiano, hanno eseguito una serie di perquisizioni. Nella sede amministrativa dell'Avellino calcio a Monteforte Irpino. I militari hanno acquisito il libro mastro, quello degli inventari, il registro beni ammortizzabili relativi ai periodi di imposta dal 2015 al 2018.

Oltre ai registri dell'Iva e ai contratti di sponsorizzazione che si riferiscono allo stesso periodo. Altre perquisizioni sono state eseguite nelle sedi delle società avellinesi Mabevi, della Lps e e Irpiniatecnolife. La finanza ha acquisito tutta la documentazione utile a ricostruire il triennio finanziario dal 2015 al 2017. E così sono stati sequestrati i libri mastri, gli inventari, le schede di mastro, i registri dell'Iva, una serie di fatture, note di variazione Iva che hanno come controparte l'Avellino calcio, il registro dei beni ammortizzabili, gli estratti dei conti bancari.

L'Avellino questa mattina ha voluto rassicurare i suoi tifosi in vista dell'udienza che si terrà davanti al Coni la prossima settimana. E che sarà decisiva per la permanenza in serie B.

La società biancoverde ha reso noto che «L’U.S. Avellino rende noto che nella mattinata di oggi personale della Guardia di Finanza di Avellino, nell’ambito di attività di routine legate a indagine già in atto, ha compiuto un accesso presso la sede sociale finalizzato ad acquisire documentazione in merito alla quale proprio stamane si è proceduto alla conciliazione tributaria con l'Agenzia delle Entrate di Avellino».

L'Avellino, anche nei giorni precedenti, si era detta pronta a fornire alla Procura tutto il supporto richiesto per chiarire la propria posizione.

Questa mattina Maurizio De Simone, raggiunto da Ottopagine.it sotto la sede della Lps, ha spiegato che: «Non vuole commentare un'indagine in corso. Ma è sereno per l'attività svolta dalla sua azienda che ha sempre agito in totale trasparenza».