Pathos biancoverde: l'Avellino corre incontro al suo destino

Le mosse di Chiacchio, la carica dei mille davanti al Coni: domani la sentenza che vale il futuro

di Marco Festa - Inviato a Roma

È il momento della verità. È la vigilia di un giorno che, vada come vada, rimarrà impresso in maniera indelebile nella storia dell'U.S. Avellino, senza pace dallo scorso 12 luglio. Quella sera il popolo biancoverde passò, in presa diretta, dall'entusiasmo per la presentazione delle nuove maglie, in piazza Libertà, allo sconforto più totale per l'inizio di un incubo sportivo vissuto a occhi aperti: l'esclusione dal campionato di Serie B in seguito al parare negativo espresso dalla Covisoc. L'alba di un luglio col fiato sospeso, scandito da notizie angoscianti: il ricorso da presentare entro il termine perentorio delle ore 19 del 16 luglio, ma depositato in ritardo; la seconda bocciatura, quella definitiva, da parte della FIGC, mentre allo “Stirpe” di Frosinone si giocava una surreale amichevole con la Roma; un nuovo ricorso, quello al Collegio di Garanzia del Coni, preparato lavorando giorno e notte dall'avvocato Chiacchio e da un pool di esperti in questioni economiche e finanziare; l'attesa per la data dell'udienza - fissata per domani alle 10 - e per il verdetto delle Sezioni Unite, che arriverà tra le 16 e le 18, al pari di quello per gli altri cinque ricorsi che verranno dibattuti come da calendario. Dentro o fuori. Riammesso o costretto ad adire alla giustizia amministrativa: dal Tar del Lazio fino al Consiglio di Stato chiedendo la sospensione dei campionati, dopo aver rappresentato uno dei motivi per cui la compilazione del calendario del torneo Cadetto formato 2018/2019 è stato posticipato, proprio da domani, al 6 agosto: l'Avellino è a un bivio.

La strategia difensiva - Tutto ruota intorno alla fideiussione a corredo dell'istanza per l'ammissione. O sarebbe meglio dire alle fideiussioni. Si giocano due partite: nel merito e nella forma. La difesa punterà, in primis, a far riconoscere la validità della polizza rilasciata dall'agenzia rumena Onix Asigurari. Per la Covisoc la fideiussione Onix è sprovvista di un rating autonomo, requisito ritenuto indispensabile in base ai propri parametri di valutazione; per i legali della società irpina la “mancanza” può essere ovviata considerando invece l'indice di solvibilità: di tre punti superiore a quello richiesto ed utilizzato per “misurare” la capacità di un’azienda di far fronte ai suoi impegni. La battaglia è, dunque, su questo campo, sulla normativa europea alla quale anche le federazioni sportive devono aderire in quanto soggetti giuridici per i quali valgono le comuni leggi del diritto pubblico. In seconda battuta lo studio Chiacchio contesterà un vizio procedurale nella comunicazione dell'esclusione da parte della Covisoc, effettuata mediante Pec oltre le 21 del 12 luglio. Non un dettaglio per la difesa, che per questo motivo chiederà di annullare la già citata delibera FIGC del 20 luglio. In tal caso si procederebbe alla richiesta “rimessione in termini del sodalizio irpino, ai fini della produzione di una ulteriore garanzia fideiussoria, in aggiunta e/od in sostituzione di quella originariamente depositata”. In parole povere: riapertura dei termini che permetterebbe di inoltrare la polizza Groupama, presentata come detto oltre il gong delle 19 del 16 luglio al pari di quella Finworld. Occhio però anche al precedente configurato dal “caso Rende” (calabresi riammessi in Serie C in condizioni simili a quelle irpine) e soprattutto al classico “asso nella manica” a cui Chiacchio ha abituato la platea irpina, che lo ha suo malgrado ammirato nel corso degli ultimi anni caratterizzati dalle battaglie giudiziarie. A tal proposito l'utilizzo del “caso Doni”, che aveva fatto giurisprudenza e si rivelò risolutivo nel corso del processo per la presunta tentata combine di Catanzaro – Avellino del 5 maggio 2013, è rimasto negli annali.

Esodo e ottimismo – A Roma, in piazza Lauro de Bosis, sono intanto attesi mille tifosi biancoverdi che convergeranno fin dalla prima mattinata, da ogni parte d'Italia, in direzione Capitale. Il loro ottimismo fa il paio con quello che trapela dagli ambienti societari, alimentato dalla presenza della sola Ternana come parte controinteressata in ottica ripescaggio; nonostante le corpose memorie difensive redatte dalla Federazione. Il futuro è presente. Con l'auspicio, per la gente irpina, che dal 1° agosto si possa, una volta e per tutte, tornare a fare il tifo per una squadra di calcio e non per un pool di avvocati: ormai triste e consolidata consuetudine.

Foto: usavellino.club

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