di Marco Festa
Il fiato perennemente sospeso, come il destino. Continua la caotica estate del calcio a tinte biancoverdi, diviso a metà tra le mosse di Walter Taccone per provare a piazzare quelle che resta un comunque improbabile colpo di coda per la riammissione al campionato di Serie B dell'Uesse, e il parallelo percorso dalla neo-nata SSD Calcio Avellino, in attesa del Collegio di Garanzia del Coni del prossimo 7 settembre, per capire se sussistano i margini per il ripescaggio in Serie C, e proiettata al campionato di Serie D (domani, alle 14, la compilazione del calendario).
Sponda Unione Sportiva, ieri, in attesa dell'udienza al Tar del Lazio, del prossimo 13 settembre, l'avvocato Lentini ha inoltrato in FIGC un'istanza di autotutela finalizzata alla riammissione in Cadetteria e, non di meno, a aprirsi la strada a una richiesta di un maxi risarcimento. Alla base della domanda la disparità di trattamento, relativa ai tempi e alla sanzione, ritenuta conclamata per effetto del comunicato federale numero 59, sul cosiddetto “caso Finworld”: ai dodici club tra B e C interessati – che hanno però presentato la polizza entro i termini fissati, a dispetto dell'Avellino - viene, infatti, concesso un mese di tempo per evitare un'ammenda e una penalizzazione in classifica sostituendo la fideiussione stipulata con l’agenzia assicurativa inibita dal Consiglio di Stato.
Nel contempo, mandato in archivio il ritiro di Sturno, il primo allenamento “cittadino” della squadra di De Cesare non si terrà come da programmi al “Partenio-Lombardi”, ma su un'altra erba sintetica: quella del “Country Sport”, in località Picarelli. Non c'è, infatti, ancora il “via libera” formale del Comune di Avellino e, per evitare le porte chiuse ed i propri tifosi, la società ha deciso il momentaneo “trasferimento” dopo aver opzionato, preventivamente, l'utilizzo del campo da gioco.
