D'Angelo: «Stare fuori è stata dura, ora andiamo ai play off»

Il capitano dei biancoverdi mette nel mirino il Trapani e invita a non abbassare la guardia

Avellino.  

A Bologna si è ripreso l'Avellino con una prestazione delle sue. Da vero capitano. Cuore, grinta e carisma. Adesso non vuole più perdere la maglia da titolare; punta con decisione ad un ruolo da protagonista nello sprint finale per i play off e negli spareggi per la promozione: parola ad Angelo D'Angelo per la consueta conferenza stampa del martedì.

Bentornato Avellino - «Penso che la vittoria al Dall'Ara sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una prestazione in cui abbiamo rivisto il vero Avellino, quello di sempre. Quell'Avellino che arriva sempre primo sulla palla, tutto cuore. Un pizzico di rammarico per non averla chiusa resta (D'Angelo ha sfiorato il colpo del k.o. con un gran sinistro al 4' della ripresa, ndr), ma abbiamo comunque portato a casa un punto che vale oro, che speriamo possa essere di buon auspicio per il futuro».

Questione fisica o mentale? - «Credo che il motivo del nostro periodo di flessione non sia imputabile alla forma fisica: in due settimane la condizioni atletica non può cambiare in maniera radicale. È stata tutta una questione mentale, un blocco determinato da una serie di circostanze: quando parlo di pressioni ad Avellino intendo anche questo. C'è stato un mix di fattori tra tifo, media, risultati che non arrivano e tensione per l'obiettivo importante da raggiungere, che ci hanno frenato. E mettiamoci pure qualche decisione arbitrali che ha accentuato le nostre difficoltà. Ma adesso abbiamo voltato pagina con due prestazioni e due risultati importanti. Il messaggio lo abbiamo lanciato: l'Avellino c'è e se la può giocare fino all'ultimo».

Stare fuori fa male - «Non è un mistero che stare fuori fa male e tanto per qualsiasi calciatore. Ma bisogna continuare a lavorare ed rispondere presente quando si viene chiamati in causa. Prima del singolo c'è soprattutto la squadra per cui, a prescindere dall'utilizzo, devi dare il meglio di te stesso. Non nascondo che ho attraversato un periodo difficile, ma ora è alle spalle. Continuerò a sacrificarmi in allenamento per meritarmi di giocare».

Riecco il Trapani - «Ne potrei raccontare di storie sulle sfide tra noi e il Trapani, con cui abbiamo fatto tutto il percorso dalla D alla B. Ma il passato è passato. Oggi lottiamo entrambi per obiettivi importanti e conosciamo il valore della partita. Loro hanno solo nove punti in meno rispetto a noi. Non sarà una partita facile. Non ci sono partite facili. Padova e Varese ne sono la dimostrazione concreta. Dobbiamo stare sul pezzo, perché nessuno ti regala niente e i risultati bisogna conquistarli sul campo, attraverso la voglia di fare e lo spirito che abbiamo mostrato in queste ultime due partite. Vogliamo vincere».

Super Gigi - «Frattali ha fatto una grande parata, ma al di là dell'episodio del calcio di rigore, Pierluigi ci stando una grande mano. In questo gruppo tutti i calciatori che sono stati chiamati in causa dopo non aver giocato per un lungo periodo hanno dato il loro contributo. E stare fuori non è facile. Lo ripeto: so bene cosa vuol dire».

Il piazzamento play off - «Non facciamo tabelle di marcia e concentriamoci su una partita per volta. Pensiamo a vincere col Trapani, poi penseremo al Brescia e alla fine tireremo le somme per vedere dove siamo arrivati».

Marco Festa