Una manciata di minuti. Poi, Giovanni Bucaro, ha portato il fischietto alla bocca ed interrotto il test con la Juniores in vista della trasferta di domenica contro il Castiadas. Il tecnico dell'Avellino ha successivamente disegnato sul rettangolo di gioco un corridoio con i classici coni per l'allenamento, ordinato alla squadra di correre per la larghezza del campo e, infine, l'ha "consegna" al preparatore atletico Pietro La Porta, che solo pochi istanti prima, aveva fatto riscaldare i calciatori biancoverdi per l'amichevole contro i ragazzi allenati da Dario Rocco. L'allenatore dei lupi non ha gradito l'atteggiamento espresso dalla squadra in campo, soprattutto il ritmo e la determinazione nelle giocate e, temendo fosse indicativo di un calco di tensione in vista della prossima partita, ha optato per una scelta radicale sotto gli occhi dei pochi curiosi che avevano raggiunto il “Partenio-Lombardi” per assistere alle prove generali in vista della gara in Sardegna. Misura sufficiente o necessaria per evitare che l'impegno a Muravera venga preso sottogamba? Sarà proprio il match di campionato a dirlo. Intanto, le carte erano state ampiamente mescolate. La nota stonata è stata rappresentata da Pepe, che ha lasciato il campo denunciando un fastidio muscolare. A tenere banco non è, però, solo il calcio giocato. Lo stadio potrebbe, infatti, essere tra i beni in vendita per evitare il dissesto del Comune di Avellino, commissariato: valore complessivo dell'area, dal “campo B” al parcheggio antistante la Tribuna Montevergine, da stimare. Gianandrea De Cesare sarebbe pronto a investire, acquistando l'impianto di contrada Zoccolari, ma la procedura per arrivare al “nero su bianco” sarebbe, in ogni caso, piuttosto lunga. Intanto, via ai lavori per le Universiadi: la sala stampa “Angelo Scalpati” è un cantiere aperto.
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