Una rincorsa a perdifiato, scandita da sensazioni diametralmente opposte: da una parte, l'orgoglio per una marcia da primato, con sette vittorie nelle ultime otto partite e quattro successi di fila a certificare che la consapevolezza dei propri mezzi, ora, è piena e che la squadra ha trovato la sua quadratura tecnico-tattica nel 4-2-4 apparentemente spregiudicato, ma fatto anche di ormai rodati equilibri in fase di non possesso; dall'altra, la frustrazione che assale gli animi biancoverdi guardando la classifica del girone G di Serie D a 6 giornate dalla fine del campionato: sono ancora 7 i punti di ritardo dalla capolista Lanusei, specialista nelle vittorie in extremis, che acuiscono il senso di impotenza e insinuano nella mente lo sgradevole pensiero che tanta fatica possa non servire a nulla.
Tant'è. L'Avellino non è più, da tempo, artefice del proprio destino, ma, allo stato attuale, per il recente passato, ha poco da rimproverarsi e deve continuare a fare ciò che sta facendo: vincere, augurandosi un passo falso del rullo compressore sardo. I gol di De Vena e Matute, come due squilli per comunicare un messaggio a chi è lassù e dall'altra parte della virtuale cornetta: il lupo non molla. Un concetto ribadito nel corso della diretta post-partita, su 696 TV, da Giovanni Bucaro: "Cerchiamo di far rimanere accesa quella fiammella di speranza che abbiamo perché ci aiuta anche nel poter giocare le partite da qui alla fine."
Proprio Bucaro, da ieri squalificato per effetto dell'allontanamento dal panchina nel corso di Vis Artena – Avellino, domenica sarà di nuovo sostituito dal suo vice Cinelli. Stamattina, con una sgambata contro la Juniores, per chi non ha giocato ieri, è già ripresa la preparazione in vista della seconda gara interna in calendario, alle 15, contro l'Ostia Mare. Inizierà con mezz'ora d'anticipo Lanusei - Aprilia su richiesta dei laziali per motivi legati al viaggio di ritorno. L'inseguimento prosegue. Chi si ferma, adesso più che mai, è perduto.
