“Quando ero in Serie C, l'Avellino mi ha dato la possibilità di ritornare in Serie B. Ho apprezzato tantissimo l'opportunità che mi è stata data. Quindi, mi sento sempre in debito con l'Avellino, che è parte della mia famiglia. La società è in difficoltà, ma quando uno ha un familiare in difficoltà cerca sempre di dare una mano.” Così Santiago Eduardo Morero nella conferenza stampa tenuta questa mattina, al “Partenio-Lombardi”, a margine della prima seduta di allenamento mattutina alla quale ha preso parte anche Matteo Rossetti, centrocampista, classe '98, girato in prestito in Irpinia dal Torino.
Il difensore argentino ha fatto il punto sulla tribolata situazione societaria, che ne ha comportato un considerevole ritardo nell'inizio della preparazione precampionato oltre a un oggettivo ritardo nella firma che ne ha sancito la permanenza in biancoverde: "Sono molto contento di essere rimasto all'Avellino, era un mio desiderio. L'attesa è stata lunga, per i noti problemi, ma alla fine ce l'ho fatta. La società è un po' in difficoltà, ma sono certo che i calciatori bravi arriveranno e costruiremo un bel gruppo. Darò il mio contributo sia sul campo, sia sotto l'aspetto umano. Ho parlato con il direttore Di Somma venerdì o sabato scorso, ho cercato di dirgli quello che pensavo, poi ho parlato con il presidente il giorno dopo e subito abbiamo trovato l'accordo. Sinceramente sono stato benissimo ad Avellino e se sono ancora qui è perché credo che la società possa risolvere la situazione."
Leader non solo in campo, ma anche fuori. Il suo carisma può tornare davvero utile in un momento così delicato. La permanenza di Alfageme lo dimostra e tanti calciatori, come ammesso dal capitano dei lupi, stanno chiamando proprio lui per manifestare il desiderio di far parte dell'Avellino: "Alfageme? Mi diceva che se fossi rimasto sarebbe rimasto anche lui. Sono certo sarà prezioso per noi. Di Paolantonio? L'ho sentito in questi giorni, speriamo possa ritornare. La scorsa stagione ha fatto bene, penso che per il suo bene sia importante restare ad Avellino. Ci tiene a rimanere qui e spero possa rivederlo presto al Partenio-Lombardi."
Da Bucaro a Ignoffo: "Il nuovo mister conosce la piazza, ha voglia di dimostrare e di crescere. Mi ha detto cosa si aspetta da me, da capitano e calciatore esperto. La penso come lui, dobbiamo capire il momento e dare più del massimo per questa maglia. A Ignoffo piace lavorare tanto e conoscendo la città di Avellino tirerà fuori il meglio da noi stessi. Siamo in pochi, alcuni allenamenti non si possono ancora fare, ma i concetti di Ignoffo sono molto simili a quelli di Bucaro. Lavoriamo sodo sulla difesa, su alcuni concetti importanti e specifici. Pian piano che arriveranno altri calciatori capiremo ancora meglio quali saranno i suoi obiettivi. Ho sentito Bucaro, l'ho ringraziato per quello che ha fatto l'anno scorso. Rispetto la sua scelta, gli faccio un grande in bocca al lupo e spero possa rimettersi presto in gioco."
Sempre più solido il legame con la tifoseria irpina. Morero ha sofferto con loro, seppur a distanza, per le inattese evoluzioni societarie che hanno sprofondato tutti nei dubbi sul futuro del club: "Ho seguito tutta la vicenda, ho visto le immagini dei tifosi biancoverdi in piazza. Visti gli ottimi risultati della scorsa stagione, tutti si aspettavano un campionato di Serie C ad alti livelli. Loro faranno sicuramente delle scelte, ognuno è libero di dire e fare ciò che pensa, ma sono sicuro che non ci lasceranno da soli e che non si allontaneranno dalla squadra. Noi faremo il nostro e li trascineremo dalla nostra parte. Chi verrà ad Avellino dovrà capire che attraversiamo un momento particolare, che siamo in difficoltà, ma che possiamo fare bene. Siamo in ritardo, ma ce la faremo. Gli applausi del pubblico al mio ingresso in campo, lo scorso lunedì? E' una cosa bellissima, che porterò sempre nel cuore".
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