Si è svolta oggi, presso il Tribunale di Napoli, in seguito al rinvio a giudizio stabilito il 12 marzo 2018, nell'ambito del rito ordinario sulle presunte combine calcistiche organizzate dal clan Vanella Grassi, l'udienza del testimone Paolo Palermo, ex procuratore del difensore del Torino e della Nazionale italiana, Armando Izzo. Il calciatore, che il 12 aprile 2017 era stato squalificato per diciotto mesi (poi ridotti a 6, ndr) dal TFN, in seguito alle indagini e al processo sportivo su Modena - Avellino 1-0 del 17 maggio 2014 e Avellino - Reggina del 25 maggio 2014, è accusato di concorso esterno in associazione camorristica e frode sportiva. Il pubblico ministero Maurizio De Marco ha chiesto a Palermo di chiarire i motivi che portarono Izzo a lasciare Avellino. Palermo ha sostenuto che la ragione era legata a problemi di spogliatoio, ma, secondo l'accusa, la tesi non coinciderebbe con quanto emerso in alcune intercettazioni nelle quali l'agente stesso si lamentava per il perdurare di rapporti, che lui più volte aveva sollecitato a interrompere, con alcuni “personaggi”. Il legale di Izzo, Rino Nugnes, ha, invece, chiesto a Palermo di descrivere l'uomo Armando Izzo. L'ex procuratore di Izzo, che lo conosce dall'età di 16 anni, ha posto l'accento anche sul basso livello di istruzione del ragazzo partenopeo. Un aspetto evidenziato pure dal presidente della giuria. La prossima udienza, si terrà il 17 ottobre 2019.
Calcioscommesse, il pm: "Perché Izzo lasciò Avellino?"
A Napoli, l'udienza del testimone ed ex procuratore del difensore dei biancoverdi, Paolo Palermo
Avellino.
