Tutto, o almeno molto, in termini di stima e rispetto reciproco, è nato al minuto ventuno della primo tempo di Bologna - Avellino dello scorso 9 maggio. In occasione della gara di campionato, come in molti ricorderanno, gli ultras del Bologna esposero uno striscione di solidarietà per quanto accaduto il 31 marzo a Catania, quando due tifosi biancoverdi furono fermati e colpiti da daspo, assieme ad altri due supporters, per i disordini creatisi nella zona tornelli dello stadio Massimino dopo una serie di perquisizioni e controlli da parte della polizia locale, nonostante l'arrivo in largo anticipo in Sicilia. Una vicenda che, tra l'altro, determinò l'ingresso sugli spalti dei sostenitori biancoverdi poco prima della fine del primo tempo.
"31.03.15 Ultras arrestati per per reati inventati" il messaggio solidale della Curva Bulgarelli indirizzato, con tanto di supporto di un fumogeno bianco ed uno verde, ai tifosi avellinesi giunti in millecinquecento in Emilia. Che risposero con un coro: "rispettiamo chi ci rispetta". L'estrema sintesi di un concetto espresso nuovamente ieri sera durante la sfida di andata dei play off. Perché la gente irpina non dimentica e sa ricambiare.
E allora, in quel "Nella vita si vince e si perde... Ma il rispetto conquisato non verrà mai dimenticato" impresso su due striscioni alzati nel cuore della Curva Sud, al secondo minuto di gioco della ripresa (vedi foto copertina), c'è il consolidarsi di un bel rapporto, testimoniato anche dall'accoglienza, calorosa, riservata prima della partita ai sostenitori felsinei. Uno spot per il calcio, che riconcilia con i veri valori dello sport, soprattutto dopo quanto vissuto a La Spezia non più tardi di martedì scorso. Un esempio di civiltà sportiva da sottolineare ed applaudire.
Marco Festa
