«Ho sempre sostenuto che potessimo avere tutte le caratteristiche per fare bene e lo abbiamo fatto, probabilmente, quando eravamo un po' più scarichi di responsabilità e non avevamo nulla da perdere. Questa è una cosa che mi fa pensare e, posso dirlo già da ora, l'anno prossimo partirò probabilmente con il diktat della salvezza per non caricare di aspettative i ragazzi. Stiamo tranquilli e poi vediamo cosa succede. Anche il Carpi e il Frosinone erano partite dicendo di volersi salvare. Anche se, per riuscire a motivare i giocatori nella scelta, credo sia meglio dichiarare fin da subito i propri obiettivi. Non possiamo giurare sul futuro, ma penserò molto sul non alzare troppo l'asticella». Se è vero che le persone intelligenti sono quelle che di fronte ad una disarmonia fanno un passo indietro. le parole pronunciate dal presidente Walter Taccone nell'immediato post-partita di Bologna - Avellino su OttoChannel, nel corso di 0825, possono rappresentare il vero punto da cui ripartire per la prossima stagione. L'esperienza maturata dalla squadra biancoverde in questi due anni di Serie B, oltre a una rosa costantemente e sapientemente migliorata, che con innesti mirati può compiere il definitivo salto di qualità, può essere la chiave per arrivare fino in fondo e centrare quel sogno che si è momentaneamente infranto sulla traversa del Dall'Ara. Non di meno, può essere risolutivo il vissuto maturato nelle prime due annate in Cadetteria dal patron.
Non ha mai nascosto, Walter Taccone, di parlare da primo tifoso della squadra quando nell'ultimo biennio si è sbilanciato, in più di una circostanza, circa i traguardi che desiderava che l'Avellino raggiungesse o immaginava potesse raggiungere. Partita dopo partita, anche lui ha compreso che pronunciare Serie A è cento volte più semplice che raggiungerla e, forse, che quel basso profilo che con una critica pacata e costruttiva gli avevamo suggerito, come in tanti, di adottare prima della conferenza stampa chiarificatrice di Rastelli, nel martedì successivo alla vittoria sul Pescara, può dimostrarsi il modo più efficace per contribuire a sgravare di pericolose pressioni, "fatte in casa", calciatori e dintorni. Perché l'ambiente, appassionato e allo stesso tempo esigente, non sta a discernere e separare le dichiarazioni da innamorato dei lupi da quelle di massimo esponente della società. La comunicazione è importante, fondamentale, per rendere realmente incisivo il concetto di "remare tutti dalla stessa parte". E allora l'auspicio è che l'emotività e le emozioni non cancellino dopo le prime partite quello che può e deve essere più di un semplice proposito, che, se mantenuto, può garantire al presidente di meritarsi il superlativo di presidentissimo. Dalla sua parte, ci sono, e da tempo, i risultati e un modo esemplare di relazionarsi alla gente: genuino e spontaneo.
Due episodi su tutti, nel corso di questi mesi intensi, possono rappresentare l'emblema del modo tacconiano di interpretare, nell'accezione più nobile del termine, il concetto di "essere presidente": a Varese, quando senza intermediari ha gestito il caos della partita rinviata parlando in prima persona con i tifosi inviperiti, tanto da meritarsi elogi da sponda lombarda; quando a pochi minuti dopo la fine di Spezia - Avellino è sceso subito in strada per brindare con i tifosi, senza pensarci su due volte. Senza trincerarsi dietro la carica con spocchia o arroganza. Sempre in mezzo alla sua gente. Punto. Condividendo la gioia, con entusiasmo, dopo averci sempre messo la faccia nei momenti meno felici. Ecco cosa vuol dire essere un punto di riferimento per la propria comunità ed i propri tesserati. Nessuna entità astratta, che lascia la squadra al suo destino. Presenza, fisica e morale, costante.
Sarà importante ripartire, o almeno provare a farlo, da Rastelli. Un allenatore, che con il diesse De Vito ha fatto le fortune di questa società e di Walter Taccone stesso. Se verrà effettivamente confermato andrà supportato, come un eventuale sostituto, dal primo giorno per coronare un'escalation di risultati strepitosi. E anche in questo caso i presupposti sembrano davvero i migliori. A margine della premiazione agli Italian Sport Awards, il presidente ha dichiarato: «Lo scorso anno siamo usciti dai play off solo all'ultima giornata, quest'anno siamo arrivati fino alla semifinale degli spareggi per la promozione, l'anno prossimo l'obbligo morale è di provare a fare qualche cosa in più senza cadere nell'errore di farlo diventare un obbligo». È maturato con il suo Avellino, Walter Taccone. Il presidente. L'esperienza è davvero la più grande maestra di vita. E se la lezione è stata davvero imparata, l'Avellino avrà una marcia in più. Quella che lo renderà inarrestabile.
Marco Festa
