Ferretti: "Playoff? Ricordo ancora il Cosenza di Braglia..."

Un estratto dell'intervista esclusiva all'attaccante dell'Avellino, in onda stasera su 696 TV

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Avellino.  

Stasera, alle 21, sul canale 696 del digitale terrestre, torna l'appuntamento con “0825 - Focus Serie C”.

Ospiti il vice presidente della Lega Pro, Jacopo Tognon; il centrocampista ed ex capitano dell'Avellino, Domenico Di Cecco ed il tecnico Andrea Tedesco.

Nel corso della puntata andrà in onda anche un'intervista esclusiva a Daniele Ferretti, di cui vi proponiamo un estratto.

Così l'attaccante dei biancoverdi in merito ai playoff, dove i lupi punteranno, giocoforza e classifica alla mano, a interpretare il ruolo della mina vagante. Magari ripercorrendo le orme del Cosenza di Piero Braglia, quinto in campionato nella stagione 2017/2018, ma promosso in Cadetteria al culmine di una cavalcata trionfale: “Ricordo benissimo quel Cosenza perché fummo proprio noi, a Trapani, i primi a essere eliminati. Pur avendo due risultati su tre a disposizione furono loro a passare il turno. Vennero a giocare spensierati, senza nulla da perdere; da sfavoriti. Fecero di quella spensieratezza il loro punto di forza.” - ha esordito Ferretti in collegamento Skype con 696 TV - Se si dovessero giocare solo i playoff, come ormai appare probabile (domani c'è il Consiglio Federale, ndr), dovremo scendere in campo con la loro stessa mentalità: nulla da perdere e tutto da guadagnare; interpretare le gare con concentrazione, ma allo stesso tempo con quella voglia di divertirci e far risultato dimostrata sopratutto nelle ultime partite prima della sosta forzata per l'emergenza Coronavirus. Detto ciò, è chiaro che le seconde sono tutte avvantaggiate, come è giusto che sia. E mi rifaccio ancora all'esperienza al Trapani: lo scorso anno siamo partiti da secondi e, oltre a fare meno partite, siamo arrivati anche meglio e meno stanchi alle ultime gare, quelle decisive. Non per caso in finale sfidammo il Piacenza, secondo nel suo girone. I playoff restano, però, una lotteria. A maggior ragione dopo tre mesi di sosta obbligata. Non si possono fare pronostii. Il nostro percorso? Per arrivare fino in fondo non possiamo fare calcoli o pensare a quale avversario sarebbe preferibile incontrare. Dovremo batterle tutte. Pensiamo a noi, a lavorare bene in questo mese e ad arrivare pronti.”