Ignoffo: "Avellino? Amici e parenti fino alla prima flessione"

L'ex tecnico dei biancoverdi: "Disattese le premesse e le promesse fatte al mio arrivo"

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Avellino.  

In collegamento telefonico con 696 TV nel corso di 0825 - Focus Serie C, l'ex tecnico dell'Avellino, Giovanni Ignoffo, si è, innanzitutto, soffermato sull'eliminazione dei biancoverdi dai playoff: “L'Avellino nei playoff ha fatto quello che si poteva. Qualsiasi squadra sta pagando dazio per l'inattività prolungata dovuta al lockdown. A nessun professionista era mai capitato di dover stare fermo tre mesi. La Ternana avendo già giocato la finale di Coppa Italia di Serie C ha dimostrato più brillantezza in termini fisici oltre ad avere una qualità maggiore per ciò che riguarda l'organico.”

Alle spalle un percorso interrotto in maniera brusca, con un avvicendamento dalle modalità grottesche per come si è consumato, ovvero mentre era in campo ad allenare la squadra: "Il rammarico più grande è non essere rimasto, come mi era stato promesso, fino a che il club non avesse raggiunto una condizione, generale, ottimale, sia in termini di risoluzioni delle vicissitudini societarie, sia in termini di uomini da mettermi a disposizione. Ho sposato il progetto essendo consapevole delle difficoltà iniziali a cui avrei dovuto far fronte. Ho accettato perché, per me, era una grandissima opportunità; la mia prima esperienza con una prima squadra e non in una piazza qualunque, blasonata e di cui conosco l'ambiente avendoci giocato da calciatore. Le premesse, però, non sono state rispettate. Mi era stato chiesto di arrivare sino a dicembre nel miglior modo possibile, nonostante tutte le difficoltà del caso. Le battaglie, le avventure, le scommesse, mi stimolano e mi sono gettato a capofitto in questa avventura, credendo nelle mie capacità e, strada facendo, in quelle tecniche ed umane dei ragazzi che ho avuto alle mie dipendenze. Li ringrazio per il rapporto che hanno avuto con me e il mio staff. La beffa più grande è che fino a quando le cose sono andate bene eravamo tutti amici e parenti, alla prima vera difficoltà, che era inevitabile che si manifestasse ed è venuta fuori con il primo turno infrasettimanale, data la struttura complessiva della rosa, il modo e tempi con cui eravamo partiti e qualche acciacco, è subito finita la pazienza. Un qualcosa di molto paradossale, date anche le tre vittorie di fila conquistate in precedenza. Si sono create delle aspettative ingiustificate, ma eravamo fuori dai playout e nel pieno della crescita e programmazione. Il mio atto d'amore è stato reso vano, ma è stata un'esperienza in ogni caso formativa. Sulle modalità del mio esonero è inutile rimarcare ciò che è già noto ed evidente, oltre che sotto gli occhi di tutti. Porterò l'aver condiviso giorni intensi con chi, davvero, merita di far parte di questo Avellino: Daniele Cinelli, il team manager Cristian Vecchia, il medico sociale Gennaro Esposito, il fisioterapista Alberto Ambrosone, il massaggiatore Alessandro Picariello, l'addetto stampa Giuseppe Matarazzo. Chi, ogni giorno, lavora duramente dietro le quinte affinché tutto funzioni. Persone straordinarie.”

In chiusura, una battuta sul futuro: "Tutto da vedere. La pandemia ha dilatato i tempi per discutere e ragionare spostando in avanti la conclusione della stagione in corso."