A imprimere un'accelerazione al calciomercato dell'Avellino ci ha pensato mister Piero Braglia. Lo scorso venerdì, senza giri di parole, direttamente dalla sala consiliare del Comune di Sturno, aveva dichiarato di attendersi rinforzi in tempi brevi. Prima di abbandonare la conferenza stampa, rivolgendosi ad Angelo D'Agostino, il tecnico aveva, inoltre, aggiunto: “Pres, poi passa di là?”. Il riferimento, ovviamente, era all'albergo dove alloggiano i biancoverdi. Ed emergono retroscena. Qui, infatti, sarebbe arrivata la firma sul contratto dell'allenatore, che aveva congelato la formalizzazione dell'accordo in attesa di una scossa alle operazioni in entrata. Ottenuta con il piglio del leader. E così, ieri, al gruppo si è aggregato il sesto acquisto perfezionato in tre giorni: l'attaccante Gabriele Bernardotto, preso dalla Vibonese e vincolato con un biennale. Ci vorrà, invece, tempo e pazienza per riabbracciare Luigi Castaldo, che alla Casertana guadagna circa 140mila euro netti a stagione. Il direttore sportivo Salvatore Di Somma ha alzato da 60 a 70mila euro la sua proposta di ingaggio, ma i rossoblù non sono intenzionati a concedere una buonuscita al calciatore che, nel contempo, ha la legittima intenzione di tutelare i propri interessi non rinunciando al compenso annuale pattuito con la società presieduta da Giuseppe D'Agostino. Il dialogo e il tempo sono le chiavi per arrivare a un punto di incontro tra le tre parti.
Calciomercato, Braglia detta i tempi. Le ultime su Castaldo
Trattative a passo spedito e trapela un clamoroso retroscena sull'intesa con l'allenatore
Avellino.
