Come ormai noto, tre componenti del “gruppo squadra” dell'U.S. Avellino sono risultati positivi al Covid-19 in seguito al quinto ciclo di tamponi nasofaringei effettuati nel ritiro a Sturno. Si tratta di tre asintomatici, immediatamente isolati alla notizia della positività e costantemente monitorati dallo staff medico del club. Posti in isolamento fiduciario, fino all’esito dei dovuti accertamenti, coloro i quali sono stati più a stretto contatto con i positivi. Tutte le attività della prima squadra sono state momentaneamente sospese. La società, in collaborazione con l’ASL di Avellino, ha già attivato le procedure previste dalla normativa, compresa la sanificazione delle aree comuni. Sui contagiati, per motivi di privacy, vige il massimo riserbo, ma si tratterebbe di un solo calciatore, già in gruppo dal momento del trasferimento nel comune irpino, scelto come sede della preparazione precampionato. Gli altri due positivi dovrebbero essere membri dello staff organizzativo e tecnico. Il mini-focolaio potrebbe essere stato attivato in seguito all’arrivo del croato Mario Nikolic, difensore 19enne scuola Dinamo Zagabria, che era risultato positivo al Covid-19 nel suo Paese. Nikolic ha rispettato rigorosamente la quarantena di 14 giorni al termine della quale si è sottoposto al tampone di controllo, dall’esito negativo, propedeutico alla partenza per l’Italia. Il calciatore sarebbe, però, in isolamento in un’abitazione di Atripalda da inizio settimana, sia per le normative vigenti, sia perché martedì scorso si è sottoposto a un nuovo tampone nasofaringeo che sarebbe risultato positivo. Da qui l’ipotesi del contagio avvenuta nell’atto del prelievo del calciatore dall’aeroporto fino al trasferimento nella già citata Atripalda ed al successivo rientro a Sturno di chi si è occupato dei suoi spostamenti.
Casi Covid U.S. Avellino, al vaglio la catena dei contatti
Si lavora scrupolosamente per ricostruire le dinamiche sfociate nei tre positivi asintomatici
Avellino.
