Non solo cuore e muscoli. Avellino, tutti pazzi per Carriero

Amava Ronaldinho e giocava in attacco, Scienza lo ha forgiato. Ora in Irpinia può consacrarsi

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Avellino.  

Ci ha messo quattro partite, forse anche meno, per rapire il cuore dei tifosi dell'Avellino. C'era da aspettarselo. E sì perché, in fondo, Giuseppe Carriero incarna alla perfezione il prototipo di calciatore per cui i supporter biancoverdi stravedono: mai la gamba tirata indietro; pronto a lottare ferocemente su ogni pallone; in campo dal primo e oltre il novantesimo sempre di corsa e senza mai risparmiarsi, fino ad arrivare nel tunnel degli spogliatoi con la maglia rigorosamente sudata. “Una ruspa” lo ha definito Piero Braglia dopo la gara casalinga con la Viterbese. Ma Carriero non è solo quantità. La giocata al limite dell'area di rigore del Bisceglie, culiminata nello scarico per Adamo e nel gol del pari di Bernardotto, è il manifesto della sua qualità. Fa legna, ma ha un buon piede oltre a gambe tentacolari. Un centrocampista totale, che ha avuto un maestro che è stato un maestro di calcio nel suo ruolo: Giuseppe Scienza. Il tecnico del Monopoli non ha mai nascosto di rivedersi in Carriero. Con i biancoverdi pugliesi, una stagione magica: 29 presenze, 4 gol, essenziale per far volare i gabbiani fino ai playoff. Con i biancoverdi irpini può consacrarsi. Due anni e mezzo di contratto sono il presupposto per concentrarsi solo sul campo e diventare un patrimonio per il club.

A 23 anni c'è una carriera davanti, che per struttura fisica, applicazione tattica e caratteristiche tecniche può essere ad alti livelli. E pensare nell'area franca dei social non sono mancati, pure per lui, scetticismi e snobbismi. Dei Guardiola del web non c'è più traccia. Pure in questo caso sono bastate solo quattro partite. Speciale il legame con Fella, nato proprio ai tempi del Monopoli. Il calcio che crea rapporti singolari ed autentici, come quello tra l'attaccante salernitano e il ragazzone di Desio. Il sud nel destino, con Casertana e Catania come palestre in cui irrobustire le spalle per sopportare le pressioni di piazze calorose ed esigenti. Il sogno di tornare in Serie A, stavolta da protagonista dopo aver lavorato con il Parma non riuscendo a trovare spazio per esordire, nel cassetto. Nel passato una curiosità, che raccontò nel corso di un'intervista a tutto campo a Gianlucadimarzio.com: “Ero innamorato follemente di Ronaldinho. Giocavo in attacco e mi ispiravo a giocatori di fantasia. Poi mi hanno cambiato posizione e ho dovuto cambiare riferimenti. Mi piacciono Allan e Busquets, sono dei campioni nel loro ruolo.” Quattro partite e già tutti ai piedi di Carriero. Meglio, decisamente, averlo con che contro.