Avellino, chi sale e chi scende: ecco quanto vale la rosa

Sette calciatori hanno aumentato il proprio valore, 5 si sono svalutati. Il reparto più caro...

avellino chi sale e chi scende ecco quanto vale la rosa
Avellino.  

Costruito da zero, a partire dai rinnovi di Laezza e Silvestri, il parco giocatori dell'U.S. Avellino 1912 vale, a oggi, 4 milioni e 900mila euro. È questo quanto emerge dal portale specializzato transfermartk.it, che è ora in grado di offrire anche aggiornamenti relativi alla valorizzazione o la svalutazione dei cartellini dei singoli calciatori.

E, allora, ponendo la lente d'ingrandimento sul club biancoverde, sono 7 i tesserati che, attraverso l'impiego e le prestazioni offerte, hanno fatto registrare un incremento del proprio valore. Di chi si tratta? Maniero e Tito, la cui valutazione di mercato è lievitata a 325mila euro (rispetto ai 300mila e 275mila iniziali); Forte (da 275mila euro e 300mila); Aloi (da 175mila a 225mila); D'Angelo (da 150mila a 200mila); Ciancio (da 125mila a 150mila) e Adamo (da 100mila a 125mila).

Stabile, invece, il valore di mercato di Fella (400mila euro, il più caro della rosa); De Francesco (300mila); Dossena (275mila); Santaniello (225mila); Miceli e Bernardotto (200mila); Pane, Luigi Silvestri e Leoni (175mila); Rocchi (125mila); Illanes (100mila) e Marco Silvestri (75mila).

Cinque le quotazioni in ribasso: Baraye (da 300mila euro a 250mila); Carriero (da 275mila a 200mila, ma è facile prevedere che al prossimo upgrade il suo valore tornerà a salire); Errico (da 175mila a 150mila) e Rizzo (da 125mila a 100mila).

Ne viene così fuori che il valore di mercato complessivo dei portieri è di 650mila euro; quello dei difensori di 1 milione e 730mila euro; quello dei centrocampisti di 1 milione e 250mila euro; quello degli attaccanti di 1 milione e 280mila euro. Solo due i calciatori in scadenza di contratto, ovvero Ciancio e Leoni.

Secondo in classifica e con un tesoretto tra le mani, seppur da scremare al netto degli investimenti (in ogni caso non marginali, dato che sono stati pagati anche alcuni cartellini). L'Avellino vive una discontinuità di rilievo rispetto al recente passato. Quando avere un organico di proprietà rappresentava pura utopia.