Di fronte all'amore per la propria squadra di calcio non c'è Covid che tenga. E così, nel momento di maggiore difficoltà, a un anno dalla chiusura degli stadi per la pandemia, è nato un nuovo gruppo pronto a schierarsi al fianco dell'Avellino: “Adriatico Biancoverde”. “Il gruppo è espressione dal desiderio di condividere la passione per l'Avellino, soprattutto in un momento così delicato per quanto riguarda il disagio sociale che la pandemia ha ingenerato. Far parte, ma anche sentirsi parte di un gruppo, riscalda il cuore. C'è tanta voglia di stare insieme, divertendoci, a prescindere da risultati e categoria. Il gruppo è un'occasione di cooperazione” - racconta Felice Vecchione, tra i promotori dell'iniziativa - “L'idea è nata da un gruppo andando in trasferta insieme a un gruppo di persone che vivono lungo la costa adriatica, tra le Marche, l'Abruzzo e l'Emilia Romagna. Abbiamo finanche un amico di San Marino. Abbiamo pensato che sarebbe stato bello rappresentare il tifo biancoverde in questa parte d'Italia in cui non c'era ancora qualcosa del genere. Vediamo, ascoltiamo, la partita insieme e la commentiamo su WhatsApp”.
Dalla montagna al mare, ecco un lupo inedito ma che sembra decisamente a suo agio, con tanto di sorriso e lingua fuori dalle fauci: “Il logo rappresenta un lupo irpino, dell'Avellino, su una tavola da surf con un pallone sotto braccio. Ci siamo ispirato a quello delle figurine Panini, anni '80. Le onde cavalcate dal lupo sono, ovviamente, quelle del mar Adriatico. Ci piace, ma contiamo di migliorarlo”.
Sui social, pioggia di consensi per lo spirito intriso di ottimismo e voglia di guardare avanti dei ragazzi del gruppo: “Abbiamo aperto una pagina facebook e già nel primo giorno in cui è stata comunicata la fondazione del gruppo sono stati tantissimi i “mi piace”. C'è, poi, un gruppo, privato, dove confluiranno tutti i tifosi dell'Avellino della costa adriatica. Per ora siamo una ventina, ma stiamo suscitando tanta curiosità e appoggio. Puntare a diventare un club? Ci vuole, chiaramente, una grande organizzazione. Vedremo. Stiamo seminando, vediamo a che punto arriveremo, ma non escludiamo di crescere e allargarci”.
Il tifo a distanza, i ragazzi di “Adriatico Biancoverde” lo praticano da una vita, per questioni geografiche. Ma il senso di appartenenza non conosce confini: “La Curva Sud è come una madre, rappresenta il cuore del tifo avellinese. Abbiamo tantissimi amici che fanno parte dello zoccolo duro, a cui siamo legati. Siamo contenti di portare avanti un progetto di questo tipo, ma, ovviamente, non vediamo l'ora di farlo sui gradoni, godendoci una partita dal vivo. Molti di noi non sono neanche di Avellino, non hanno nessun legame con Avellino. Alcuni lo hanno scelto da piccoli perché gli piaceva il colore verde della maglia, altri non so nemmeno bene perché, ma ci siamo ritrovati accomunati da una passione. Io ho il papà di Contrada, ma ho sempre vissuto a Messina. Da Messina viaggiavamo, con la mia famiglia, fino ad Avellino per sostenerlo ai tempi della Serie A. L'attuale finale di stagione? Anche se è dura, le aspettative non possono che essere quelle di vedere l'Avellino promosso in Serie B. Prendiamo, in ogni caso, quello di buono che sta accadendo: la squadra è coesa, la società seria, abbiamo un direttore sportivo che ha costruito una squadra competitiva, che ha saputo superare le difficoltà con cui ha dovuto fare i conti. Per dirla alla Chiambretti: “Comunque vada, sarà un successo”. Certo, se poi vincessimo i playoff sarebbe pure meglio...”
