Non si basa solo ed esclusivamente sulle giocate e le intuizioni del trequartista lo sviluppo della manovra offensiva del 4-3-1-2: fondamentale è anche la spinta dei terzini, che deve essere costante lungo l'arco dei novanta minuti, in modo da garantire tanti cross per le due punte e preziose possibilità di scarico proprio per chi è deputato ad agire tra le linee. E Tesser, che di mestiere, prima di diventare un navigato e stimato allenatore, faceva proprio il terzino, sa bene quanto i cursori di fascia svolgano un ruolo determinante non solo in termini, in ogni caso prioritari, di copertura: il tecnico dei lupi ha dichiarato di attendere progressi dai difensori di fascia su cui può contare, chiarendo che, in ogni caso, prima di tutto occorre mantenere un vitale equilibrio e che in caso di utilizzo di mezzale con spiccata attitudine all'inserimento è naturale che gli stessi badino prima di tutto a presidiare la zona di competenza.
A poco meno di tre settimane dall'inizio del campionato, si può tracciare un primo bilancio su una batteria di terzini che ha un buon potenziale e margini di miglioramento ampi. Dopo aver salutato Pisacane e Bittante, che hanno giocato su entrambi gli out negli ultimi due anni, e Almici, protagonista di un buon finale di stagione sulla corsia destra, sono arrivati Nitriansky, Nica e Giron, che si sono aggiunti al confermato Visconti.
Il più atteso era e resta il ceco suggerito all'Avellino da Salvatore Bagni: i primi passi in Italia di Nitriansky sono stati caratterizzati da tanto impegno, fisiologiche difficoltà di ambientamento per le comprensibili e preventivabili problematicità che sono determinate dalla necessità di doversi calare nella nuova cultura e imparare una lingua di per sè ricca di insidie, come l'italiano, ed ovviamente non di meno per lui che aveva sempre giocato in patria e non ha neanche una grande confidenza con l'inglese. Resta un giocatore tutto da scoprire che sta dimostrando buona capacità di corsa, attenzione, ma allo stesso tempo un po' di timidezza nello sganciarsi nella metà campo avversaria. Discorso palesemente diverso per Nica, che si è aggregato al gruppo a ritiro iniziato e sta lavorando per mettersi al passo, sia in termini di condizione, sia di acquisizione dei dettami tattici del tecnico.
Anche sul versante mancino c'è la necessità di attendere per registrare miglioramenti: Visconti, che non ha bisogno di presentazioni, ha un piede educatissimo e non lo si scopre di certo oggi, che va sfruttato certamente più di quanto è accaduto nel pre-campionato e nelle prime uscite di Tim Cup. Giron ha fatto intravedere alcuni dei suoi punti di forza, tra cui una certa facilità e potenza di calcio, ma deve proseguire nel percorso di crescita per quanto riguarda la fase di non possesso: la Serie B non è la D, ma c'è tutto il tempo per limare l'irruenza in alcuni interventi e la precisioni delle chiusure.
Le prossime amichevoli aiuteranno a perfezionare i sincronismi e a rodare la tenuta atletica e rappresenteranno l'ideale occasione per valutare la crescita del collettivo e dei singoli: le gararchie sembrano delineate, ma Attilio Tesser è un allenatore meritocratico e la strada fino al 6 settembre, quando, salvo anticipi, si consumerà il primo atto del campionato di Serie B formato 2015-16 è ancora lunga. Ecco perché Nitriansky, Nica, Giron e Visconti sono chiamati a giorni di grande impegno e sacrificio per dimostrare perché di loro si dice un gran bene e di essere all'altezza della situazione. E dunque, occhio ai terzini, che dovranno "cancellare" le linee laterali per garantire all'Avellino una marcia in più.
Marco Festa
