Arini: «Avellino, possiamo toglierci tante soddisfazioni»

Il centrocampista si sofferma anche sul caso Catania: «Ho fiducia, ma nel calcio mai dire...»

Avellino.  

Indossa la maglia biancoverde dal gennaio 2013 e lo scorso 8 agosto ha prolungato il suo contratto con l'Avellino fino al 30 giugno 2018: Mariano Arini è il classico leader silenzioso. Poche parole e tanto spirito di sacrificio. La maglia sempre sudata, come piace ai tifosi, che, non per caso, lo hanno eletto tra i propri beniamini. Così il centrocampista dei lupi, questa mattina, in conferenza stampa.

Vertice basso: alternativa cercasi -  «Non presto particolare attenzione alle voci relative alla ricerca di un calciatore in grado di sostituirmi nel ruolo che interpreto: il mercato sono è una cosa che riguarda noi giocatori, che dobbiamo solo pensare a fare del nostro meglio. La mia posizione in campo? Con Rastelli l'ho occupata nella maggior parte delle partite giocate negli ultimi anni. Fa piacere, zona del campo in cui agisco a parte, essere un punto di riferimento. Sono tra i calciatori che è da più tempo qui e sono felice di poter dare una mano ad integrarsi ai più giovani o ai calciatori arrivati quest'anno. Mi fa piacere sentire la stima del mister e godere della sua fiducia».

Rastelli e Tesser - «Sono due allenatori che hanno modi diversi di vedere il calcio, anche se alla fine a tutti piace giocare palla a terra, partire dalla difesa e arrivare in porta. Purtroppo non è sempre facile riuscire a farlo. Tesser e Rastelli hanno, però, anche dei punti in comune: entrambi, come è giusto che sia e come deve essere, vogliono una squadra perennemente pronta a dare battaglia».

Obiettivi stagionali - «È chiaro che sia forte il desiderio di migliorarsi, ma è dura. Dobbiamo partire come abbiamo sempre fatto negli anni scorsi, ovvero: profilo basso, giocare tutte le partite al massimo e fare uno step alla vola. Prima di tutto dobbiamo raggiungere la quota che ci mette a riparo da ogni pericolo, quella che ci garantisce la salvezza, solo dopo sarà il momento di guardare a qualcosa di più. Detto ciò è chiaro che affronteremo il campionato con la consapevolezza delle nostre qualità e con legittime ambizioni».

L'emozione della fascia - Contro la Casertana e a Palermo, Arini ha provato la gioia di indossare la fascia da capitano in gare ufficiali: «Mancavano D'Angelo e Castaldo, ma è stata comunque una grande soddisfazione».

Il caso Catania - «Spero che, prima o poi, questa situazione venga chiarita definitivamente. Il pensiero che qualcuno, in quella partita (Catania - Avellino dello scorso 29 marzo, ndr) abbia potuto fare qualcosa non mi sfiora, ma nel calcio non si può mai dire e mettere la mano sul fuoco».

Il rinnovo - «Sono felice: l'Avellino mi ha dato tanto e io ho dato, e sento di poter dare, ancora tanto all'Avellino. Mi fa piacere essere rimasto».

La griglia di partenza - «È sempre difficile pronosticare le squadre favorite. È chiaro che Cagliari, Cesena e Spezia, tra le altre, hanno una rosa importante. Ma ricordate l'anno scorso: Carpi e Frosinone di certo non erano favorite eppure sono salite in A. Il campionato è lungo e pieno di insidie: non si può mai dire chi arriverà dove. Occhio alle sorprese».

I nuovi compagni di squadra - «Sono arrivati tanti giocatori esperti e importanti. Tra i nuovi mi hanno impressionato Tavano e Gavazzi. E tra i giovani sono rimasto favorevolmente colpito da Biraschi. A prescindere dai singoli, siamo una squadra omogenea e di valore. Abbiamo tutto per toglierci delle belle soddisfazioni».

Marco Festa