Abodi: «Non voglio che il calcio venga profanato o tradito»

Il presidente della Lega Serie B introduce il campionato 2015-16 dal centro tecnico di Coverciano

Avellino.  


«È una giornata un po' particolare perché negli ultimi cinque anni in questo venerdì iniziava anche il nostro campionato e invece stasera non si gioca e questa non è una bella cosa. È una cosa strana, non mi abituerò mai a certe cose». Lo ha detto il presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, intervenendo al centro tecnico di Coverciano al tradizionale incontro tra la classe arbitrale, i vertici federali e i rappresentanti delle Leghe.

«Faccio gli auguri a Maurizio Beretta, gli auguro buon campionato» - ha aggiunto Abodi - «Spero che le tre squadre salite dalla nostra B rimangano il più possibile in serie A. Gli ultimi due mesi sono stati difficili, non posso nascondere questo tipo di sensazione. L'ultimo è stato un campionato esaltante e credibile, almeno noi credevamo che lo fosse. Un torneo che si è concluso con i play-off, dove tutti hanno dato il meglio, sia le squadre in campo, sia gli arbitri. Poi, come accade nella partita doppia della vita, c'è stata tanta negatività. In questo periodo difficile ci sono state cose positive, come ad esempio la medaglia d'oro azzurra alle Universiadi: quando c'è una buona notizia va sottolineata. Sono andato a Sportilia, come faccio sempre, passando una giornata con gli arbitri e tutta la Can, entrando nella struttura pulita del nostro calcio. Oltre alle cattive notizie lette sui giornali, ho letto un bellissimo libro di Dino Zoff, immagazzinando cose che mi serviranno e due concetti principali come la dignità e il pudore che alle volte perdiamo o che alle volte è fastidioso manifestare. Ho letto anche un libro di un ragazzo, Federico Masi, che fa il calciatore e che cerca il calcio pulito».

Il presidente della Lega di B si è poi rivolto direttamente agli arbitri presenti nell'Aula Magna di Coverciano. «Che gusto c'è a fare l'arbitro? Lo sto scoprendo ogni anno venendo agli incontri dei direttori di gara e vedendo crescere il senso del rispetto e della riconoscenza nei vostri confronti» - ha sottolineato ancora Abodi - «È giusto ripartire da voi, dal rispetto delle regole che voi arbitri seguite. Quelle regole che spesso nel nostro mondo si perdono con le libere interpretazioni, con le violazioni di esse. È importante investire sugli arbitri e sulle regole, non solo con gli incontri con dirigenti e capitani. Da parte mia cercherò di unire le varie componenti del nostro mondo».

Per Abodi il prossimo campionato di Serie B sarà «quello della svolta, voglio un sussulto di dignità della nostra categoria dentro e fuori dal campo» - ha concluso il numero 1 della Lega di Serie B - «I miei genitori mi hanno insegnato che bisogna imparare dai migliori. Anche questo è un tema che porterò nel rapporto fra club e leghe e fino all'ultimo giorno mi comporterò cosi. Non voglio che il calcio venga profanato o tradito. Il pensiero va anche agli altri 30 mila arbitri che non conosciamo. Non solo per l'impegno che mettono ma perchè non vogliamo più vedere una mano alzata o un insulto contro i direttori di gara».

Fonte: Italpress.

Redazione Sport