Il Catania per vedere almeno dimezzata la penalizzazione di dodici punti. Il Teramo per rimettere piede in Serie B. Il processo d'appello per le due società invischiate nei rispettivi scandali legati al calcioscommesse sta proseguendo in queste ore e in serata o, al massimo, entro domani mattina arriveranno le sentenze della Corte d'Appello della Figc presieduta da Gerardo Mastandrea.
Il Catania ha fatto ricorso non per la retrocessione in Lega Pro, dalla quale non si scappa, ma per la penalizzazione di dodici punti da scontare nel prossimo campionato di terza Serie. Penalità ritenuta troppo pesante rispetto alla richiesta del procuratore della Figc, Stefano Palazzi che ne aveva chiesti cinque per "premiare" la collaborazione del presidente Antonino Pulvirenti. L'ex numero uno della società siciliana ha deciso di abbandonare il mondo del calcio rinunciando al ricorso per la condanna a cinque anni di squalifica e l'ammenda di 300 mila euro.
Spera ancora il Teramo che non ha nessuna intenzione di mollare la prima Serie B della sua storia. C'è però da convincere la Corte d'Appello della Figc. Il legale degli abruzzesi, Eduardo Chiacchio ha presentato il ricorso in quaranta pagine. Tutto ruota intorno al mancato coinvolgimento del presidente Luciano Campitelli.
Se la Procura dovesse accogliere totalmente il ricorso del Teramo, per gli abruzzesi si riaprirebbero nuovamente le porte della Serie B con la conseguente beffa per l'Ascoli che, nel frattempo, sta costruendo l'organico per partecipare al torneo cadetto. Con l'accoglimento parziale del ricorso cadrebbe la responsabilità diretta e il Teramo sconterebbe solo una penalità nel prossimo campionato.
Carmine Roca
