Castel San Giorgio Biancoverde: un derby nel derby

La passione per l'Avellino oltre la carta d'identità. Penna: «Che bello sarebbe vincere a Salerno»

Avellino.  

Soprattutto per loro, Salernitana - Avellino non è e non sarà mai una partita come le altre. Sale la febbre da derby, cresce l’attesa dei ragazzi del gruppo Castel San Giorgio Biancoverde, che avevamo conosciuto nel maggio scorso, quando, su OttoChannel, furono protagonisti di una puntata di “Nella Tana dei Lupi” (visualizzabile in basso, ndr). In quella occasione ci avevano raccontato una storia singolare. la loro storia: quella di bambini, diventati uomini, poi padri, nati, cresciuti e residenti in provincia di Salerno, ma con un’inossidabile amore per i colori biancoverdi. Una passione infinita, che viene tramandata di generazione in generazione in barba alle carte d'identità. Un amore nato a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, scandito dalle emozioni dei dieci anni in massima Serie, quando, come ricordato in una dei cori attualmente più in voga nella Curva irpina, rivolto ai cugini granata, erano tante le famiglie salernitane che raggiungevano l’allora Partenio per assistere alle partite dell’Avellino in Serie A. 

Nella vita, si sa, passano gli amori, finiscono i matrimoni, cambiano le amicizie, ma la fede calcistica è una. Per tutta la vita. E quello tra Castel San Giorgio e l’Avellino è un binomio che ha continuato ad essere indissolubile anche negli anni più bui: dal fallimento passando per la Serie D. Costantemente fianco a fianco fino, scalando categoria dopo categoria. Anche all’alba di una nuova stagione, l’Avellino sa che potrà contare, come sempre, sul sostegno di questi supporters speciali, che hanno incassato con sorpresa e gioia la notizia che l’esordio stagionale in campionato sarebbe stato proprio all’Arechi. 

«Quando abbiamo appreso che la prima giornata sarebbe stata in casa della Salernitana siamo rimasti sorpresi. Dopo pochi secondi il sentimento che ha iniziato a prevalere è stato l’entusiasmo» spiega Antonio Penna, uno degli storici rappresentanti del gruppo Castel San Giorgio Biancoverde, che racconta la trepidante marcia di avvicinamento dei tifosi sangiorgesi alla partita in programma domenica con calcio d’inizio alle ore 15: «È scontato dire che non vediamo l’ora che si giochi, anche se per noi il vero derby resta quello contro il Napoli. È chiaro, però, che risiedendo in provincia di Salerno vincere avrebbe un sapore davvero particolare». 

È davvero tutto pronto: «Raggiungeremo Salerno con auto private, saremo circa una ventina. Ci accoderemo al torpedone di pullman scortati della tifoseria avellinese. A tal proposito, mi auguro con tutto il cuore che non ci siano episodi di violenza. Gli sfottò fanno parte del gioco ed è anche bello che ci siano, ma non bisogna mai travalicare i confini della civiltà. Siamo stati i primi a promuovere questo tipo di messaggio attraverso i social network, anche con un pizzico di ironia, scrivendo: che vinca il migliore, ovvero noi. Rispettiamo Salerno come città, ma calcisticamente siamo fieri di essere tifosi dell’Avellino, orgogliosi della storia del nostro club». 

Derby è anche scaramanzia. Guai, allora, a sbilanciarsi su un possibile pronostico: «Se ragiono da tifoso dico che vinciamo noi, ma in realtà questa è una partita da tripla» - si avvia a concludere Antonio Penna - «Conteranno soprattutto le motivazioni e la gestione della tensione nervosa, che possono azzerare fattori tecnici e di esperienza oltre ai valori di squadra, stando ai quali credo che l’Avellino abbia qualcosa in più della Salernitana». E allora, spazio al derby nel derby. Vada come vada, per loro, Castel San Giorgio sarà sempre e solo biancoverde.

Marco Festa