Avellino, vedi Modena e poi esulti. I precedenti parlano chiaro: la formazione emiliana è la panacea di tutti i mali biancoverdi. Un toccasana se somministrata dopo qualche scivolone o battuta d'arresto. A piccole o grandi dosi, poco importa. La storia lo insegna. Ogni qual volta l'Avellino ha incontrato il Modena tra le mura amiche, di colpo i malanni di stagione si sono dissolti senza lasciare traccia.
Solo in un'occasione, nella stagione 1991-1992 che segnò il ritorno in Serie C dei lupi, gli emiliani si imposero al Partenio con il risultato di 2-1. Poi, nelle altre nove occasioni, l'Avellino è sempre uscito imbattuto dalla contesa, conquistando tre pareggi e sei vittorie. L'ultima ottenuta lo scorso 2 aprile. La rete di Antonio Zito mise fine alla striscia di tre sconfitte di fila iniziata sul campo del Lanciano, proseguita col Perugia in casa e chiusa con il famoso ko di Catania.
La leggenda del “Modena guaritore” affonda le radici nella metà degli anni settanta. Nella stagione 1975-1976 l'Avellino affrontò i gialli dopo aver subito due ko di fila a Piacenza (1-0) e a Brescia (3-1). L'1-1 del Partenio aprì poi una serie di risultati positivi che portarono i biancoverdi ad ottenere quattro punti in tre giornate (all'epoca c'era la regola dei due punti a vittoria). La stagione successiva Avellino e Modena si affrontarono in Irpinia nel penultimo appuntamento del campionato di B. Anche in quel caso la contesa si chiuse con un 1-1: un pareggio che portò in dote la salvezza per i lupi che, qualche giorno prima, avevano subito un doppio grave lutto con la scomparsa di Massimo Nobile e Claudio Cavaliere, deceduti in seguito ad un incidente stradale.
Nel 1977-1978, la vittoria sul Modena per 1-0 chiuse una striscia di sette risultati utili ottenuti a inizio stagione (5 vittorie e 2 pareggi), mentre nel 1990-1991, il successo di misura archiviarono due sconfitte di fila incassate le settimane precedenti. Dopo la parentesi negativa della stagione 1991-1992 citata in precedenza, il confronto tornò puntuale nel 2005-2006. Anche in questo caso, il Modena servì all'Avellino per porre rimedio ad una crisi di risultati che aveva visto gli uomini di Colomba ottenere una sola vittoria (2-0 al Catanzaro) in otto incontri (cinque pareggi e due sconfitte). Al Partenio fu una girandola di emozioni, con Danilevicius a realizzare nel finale il definitivo 5-4.
Nel 2007-2008, sotto la guida tecnica di Alessandro Calori, l'Avellino ottenne un punto importante (1-1), terzo risultato utile consecutivo che spianò la strada al successo in trasferta sul campo del Ravenna, ma non alla salvezza. La stagione successiva (2007-2008) il 4-3 rifilato ai canarini consentì all'Avellino di rifiatare dopo aver incassato una penalizzazione di quattro punti per i ritardi nei pagamenti e tre battute d'arresto in quattro gare, con un solo punto (contro la Salernitana) ottenuto sui dodici a disposizione.
La storia ci porta fino alla stagione 2013-2014. L'ultimo esempio di quanto faccia bene il Modena all'Avellino. I lupi di Massimo Rastelli incrociarono la strada degli emiliani alla terzultima giornata di andata, in un periodo di forma poco brillante. Nelle quattro gare precedenti, l'Avellino aveva conquistato solo tre pareggi, uscendo sconfitti dal campo del Crotone. Prima D'Angelo e poi la punizione magistrale di Galabinov resero vani la rete nella ripresa di Babacar.
Carmine Roca
