Caliendo all'amico Taccone: «Ritroviamoci in finale play off»

Il presidente del Modena introduce la sfida del "Partenio-Lombardi" con un auspicio particolare...

Avellino.  

È un navigato uomo di calcio, Antonio Caliendo. Pioniere della procura sportiva può fregiarsi di aver curato gli interessi di una miriade di campioni. Basta leggere la biografia del suo blog per rinfrescarsi l’idea su cosa abbia fatto nel corso della sua lunga e onorata carriera: nel 1990 a Roma, nella finale dei Campionati del Mondo tra la Germania e la nazionale Argentina, 12 dei 22 giocatori in campo erano suoi “clienti”. Tra i giocatori più famosi che ha assistito ci sono Aldair, Roberto Baggio, Carlos Dunga, Daniel Passerella, Salvatore Schillaci, David Trezeguet ed Ederson. Senza dimenticare un certo Ramon Diaz. Il tempo è passato, ma la passione per il calcio non è mai mutata. Napoletano di nascita ma modenese di adizione, dal 2013 è presidente del Modena, che domani sfida, al “Partenio-Lombardi”, l’Avellino nella gara valevole per la seconda giornata del campionato di Serie B 2015/2016.

Così il numero uno dei canarini nel corso dell’intervista rilasciata a OttoChannel (696 del digitale terrestre) di cui andrà in onda uno stralcio nel corso del Tg Sport di questa sera (ore 20:15); disponibile nella versione integrale nel video in fondo a questo articolo e nell'edizione delle 19 di Ottopagine App.

Presidente, manca davvero poco ad Avellino – Modena: per i biancoverdi è l'esordio stagionale in campionato al “Partenio-Lombardi”; per i suoi ragazzi, invece, è la prima trasferta. Le squadre arrivano da una sconfitta nella gara d'esordio, ma, entrambe, a parte il risultato, non hanno demeritato.

«Innanzitutto mi dispiace dover incontrare il mio amico Taccone in questo momento “tragico” per noi. Mi riferisco al fatto che veniamo da due sconfitte, ma il gioco del calcio è bello anche per questo. L’anno scorso ad Avellino abbiamo lasciato i 3 punti, quest’anno speriamo che vada meglio per noi. La squadra non è ancora del tutto al completo, ma siamo fiduciosi. Se giocheremo come abbiamo giocato contro il Vicenza avremo buona possibilità».

Avellino – Modena sarà anche Tesser contro Crespo. Un allenatore navigato e un tecnico emergente a cui piace un calcio propositivo. Anche in virtù delle loro filosofie di gioco, che partita si aspetta di vedere?

«Una partita a viso aperto. La filosofia di gioco di Crespo è una sola: quella di attaccare. Ed è una cosa che mi piace. Dà soddisfazione che, anche quando si perde, il pubblico applaude: questo è il risultato più bello che si possa avere in una partita di calcio».

Lei è anche un grande esperto di mercato: l'Avellino ha mandato in archivio il triennio con Rastelli in panchina ed ha chiuso la campagna acquisti con 17 nuovi arrivi. Come valuta, complessivamente, questo cambio di fisionomia?

«Il presidente Taccone è molto oculato nelle sue scelte. Vi svelo che mi aveva chiesto qualche giocatore, però ho dovuto declinare l’invit. Riguardo alla politica che ha adottato l’Avellino non posso che fare i complimenti ancora una volta al presidente: sa quello che fa».

L'Avellino ha sfiorato la qualificazione alla finale dei play off, il Modena si è salvato dopo il play out con l'Entella. All'alba di una nuova stagione, dove crede possano arrivare quest'anno biancoverdi e gialloblu?

«Spero che Avellino e Modena si ritrovino a giocare almeno una semifinale dei play off appassionante come Bologna - Avellino o Modena - Cesena di due stagioni fa. Ma il mio auspicio che, dopo due semifinali, ci troveremo in finale. Questo è l'augurio più bello che posso fare anche all'amico Taccone».

E a proposito del presidente Walter Taccone, per il quale non sta lesinando parole d’affetto, nel giorno della presentazione dei calendari ha raccontato con orgoglio che siete legati da un grande rapporto di amicizia. Immagino, anche se si capisce già molto bene, che la stima sia reciproca.

«Verissimo. Non per caso quando non può venire in Assemblea, a Milano, “ elega" il Modena a rappresentarlo. C’è un grande rapporto, purtroppo domani il campo ci dividerà. E lì, vinca il migliore».

Fonte foto: Parlandodisport.it.

Marco Festa