Avellino, dopo i 3 punti serve l'equilibrio

L'analisi. Dopo i primi 180 minuti di campionato, Tesser ha indicazioni importanti su cui lavorare

Avellino.  

Giocare bene e ritenerlo prioritario a prescindere dal risultato, senza fare drammi in caso di sconfitta, o non dare peso alla prestazione se alla fine arriva la vittoria? È uno dei più antichi dilemmi del "pallone", che sintetizza alla perfezione le prime due giornate di campionato dell'Avellino. Dal lupo combattivo e propositivo, apprezzato ma battuto a Salerno, agli affanni contro il Modena, aggrappandosi alle gran parate di Frattali, prima di piazzare l'uno-due cinico e risolutivo. Il calcio non è e non sarà mai una scienza esatta, ma dopo i primi 180 minuti e passa della Serie B 2015/2016 Tesser ha indicazioni importanti per impostare il suo lavoro in vista del prosieguo del campionato. Contro gli emiliani è arrivata, innanzitutto, la conferma che tra i pali si possono dormire sonni tranquilli. Più lo si vede in campo e più ci si domanda cosa ci facesse Frattali, fino a due stagioni fa, in Seconda Divisione: le sue prestazioni ripagano la fiducia e l'intuizione del club biancoverde, che ha saputo gestirlo alla perfezione a partire dalla scorsa stagione, quando, con il passare delle giornate, non si è avuto alcun tentennamento nel cambiare in corso le gerarchie preferendone l'impiego al posto di Gomis anche per valorizzare l'investimento posto in essere nel momento dell'ingaggio (lo scorso luglio il portiere ha siglato un contratto triennale, ndr). Bravo l'estremo difensore ad esaltarsi in almeno quattro circostanze, meno brava la difesa a metterlo nelle condizioni di farlo.

La tenuta del pacchetto arretrato resta uno degli aspetti, tutt'altro che marginali, su cui concentrarsi. Contro i canarini nessun gol subito, ma tantissimi pericoli materializzatisi, soprattutto ma non solo, in un avvio di gara in cui là dietro si è ballato e non poco. Ligi, preferito a Rea, non ha demeritato. Biraschi si è confermato imprescindibile per grinta e stato di forma, anche se è stato costretto a prendere parte, con annesse difficoltà, ai patimenti collettivi del reparto. Restano però da migliorare i sincronismi tra i due centrali. Un piccolo passo avanti per i terzini, ma il loro apporto, ora come ora, resta insufficiente: Nitriansky, forte di una maggiore copertura garantita dall'utilizzo di D'Angelo, ha provato a spingere ma con scarsi risultati. Visconti ha disputato un secondo tempo decisamente migliore del primo, ma ha i mezzi tecnici per fare decisamente meglio. I suoi cross, anche se deve oggettivamente rimanere più bloccato per coprire le incursioni di Zito, servirebbero come il pane.

Da rivedere anche la fluidità della manovra, a partire dal rapidità del passaggio del pallone dalla difesa alla mediana, che ieri ha sofferto più del dovuto anche in fase di interdizione non riuscendo ad offrire rifornimenti al trequartista e agli attaccanti. La chiave può essere realmente rappresentata dall'inserimento in pianta stabile di Bastien: se il buongiorno si vede dal mattino, pur non dimenticando che è un classe '96 e ha bisogno di tempo per conoscere il calcio italiano e crescere, il belga può regalare un cambio di passo e un'iniezione di dinamismo e qualità non indifferente, permettendo ad Arini di tornare ad agire anche da mezzala. Jidayi ha dimostrato coi fatti di poter essere assolutamente utile alla causa. Zito e Gavazzi sono invece le anime generose della squadra: corsa e voglia di puntare l'avversario con alterne fortune. L'ex Ternana si è dato un gran da fare tra le linee, dove può rappresentare una valida alternativa.

Giornata "no" per Trotta e Tavano, ma va anche sottolineata la mancanza di assistenze in grado di metterli nelle possibilità di far male. Restano in ogni caso fondamentali per classe e capacità realizzativa. I gol arriveranno. Dulcis in fundo Mokulu, che dopo la Casertana ha fatto gol anche al Modena. I mezzi fisici non si discutono. È un professionista serio, che si allena sempre con il massimo impegno. I margini di crescita sono ampi e se inizia a beccare la porta, come sta facendo, affinando sempre più la tecnica ammirata ieri nello stop con cui si è presentato a tu per tu con Manfredini, può creare un piacevole imbarazzo della scelta a Tesser. La ricerca dell'equilibrio continua. I 3 punti sono il viatico ideale per portare avanti il percorso di crescita.

Marco Festa