Dodici partite, tre moduli e undici Avellino diversi...

Infortuni, squalifiche e scelte tattiche hanno influenzato cambiamenti nell'undici iniziale

Avellino.  

Quello di saper cambiare, stravolgere, modificare l'assetto tattico e la formazione in campo è un'arte che tutti gli allenatori dovrebbero possedere. Attilio Tesser, in questi primi tre mesi di campionato, ha dimostrato di possederla, ma più che altro ha dovuto adattare il suo credo, le sue idee alle esigenze, agli imprevisti e alle diverse situazioni venutesi a creare nel corso delle settimane. In dodici giornate di campionato il tecnico veneto ha cambiato undici volte la formazione iniziale conservando lo stesso schieramento solo nella quinta e nella sesta giornata (doppia sconfitta contro Bari e Vicenza). Poi è stato un continuo variare. Cambiamenti radicali o piccoli accorgimenti tattici, poco importa. L'infermeria quasi sempre piena ha condizionato tanto il cammino dei biancoverdi. Tesser ha fin da subito dovuto fronteggiare assenze pesanti, la bocciatura di Nitriansky e la squalifica di Biraschi. C'è stato poi un breve “interregno” in mezzo a tanto 4-3-1-2. Quello del 3-5-2, mentre un paio di volte ha fatto capolino il 4-3-2-1 che ha avuto un po' più di fortuna rispetto al primo. Dodici partite, undici diversi Avellino. Quando si dice saper cambiare... (L'articolo completo su App Campania Calcio)

Carmine Roca