È un fiume in piena Attilio Tesser nella prima conferenza stampa dopo il ritorno sulla panchina dell'Avellino, deciso dopo l'esonero di Dario Marcolin. Riflessioni a trecentosessanta gradi alla vigilia di una sfida cruciale in chiave salvezza: domani, alle 15, i biancoverdi sono di scena al "Piola" di Vercelli per una partita vitale contro i padroni di casa della Pro. E allora, tante parole, sì, ma soprattutto la consapevolezza che le chiacchiere, ora più che mai, stanno a zero. Conta far punti. Ad ogni costo: «Sono tornato con le stesse, forti, motivazioni che avevo un mese fa quando lasciai – ha esordito Tesser –. Cercherò di trasmetterle ai miei ragazzi. Si riparte dalla voglia di far bene e dalla consapevolezza che il momento è difficile. C'è poco da parlare, quel che conta è fare risultato. Domani servirà una prova di carattere. È l’unica cosa che posso chiedere dopo 48 ore insieme alla squadra. Dovremo tirare fuori tutti quello che abbiamo, dovremo far vedere che ci siamo, senza alibi o scusanti, anche se è chiaro che la tensione è tanta». Poi una stoccata al suo predecessore, che più volte aveva puntato il dito sulla condizione fisica in cui aveva erditato la squadra: «Ognuno ha il suo standard di condizione e a mio avviso la squadra stava bene a livello fisico quando c’ero io. Punto. La penso e mi comporto diversamente da chi mi ha preceduto. Se fosse stato questo il problema, ad Ascoli non avremmo reagito in quel modo. Ritengo piuttosto che sia un problema di tenuta mentale».
Marco Festa
