Nemmeno il tempo di mandare in archivio gara-2 della semifinale scudetto, giocata e persa (86-78) ieri sera al PalaBigi, contro i padroni di casa della Grissin Bon Reggio Emilia, che per la Sidigas Avellino è il momento di pensare a una gara cruciale. Si torna in Irpinia. Domani, al PalaDelMauro (ore 20:45), c'è una gara-3 da vincere ad ogni costo per evitare di servire su un piatto d'argento quattro match-ball per la finale agli emiliani. Pino Sacripanti vuole parlarci su in una conferenza stampa che si rivela ricca di spunti. Queste le dichiarazioni del coach dei biancoverdi.
Avanti con chi ha fatto grande questa squadra - «Ci sono un po’ di puntualizzazioni da fare. La prima è sulla gestione del gruppo perché tante persone mi hanno chiesto se avremmo cambiato qualcosa nel roster, magari coinvolgendo chi è con noi ad allenarsi, ma la coerenza e l’onestà nei confronti di chi si è conquistato il posto era giusto mantenerla. Non abbiamo infortunati e non abbiamo preoccupazioni sugli stranieri quindi è giusto che gara-3 la giochi chi si è meritato il posto. È giusto far sentire a chi ci ha dato tanto che non si cambia idea per una o due gare in ombra. Andiamo avanti con questi giocatori. La seconda cosa è: siamo 2-0 per Reggio Emilia e sappiamo che la salita è maggiore. Dobbiamo però guardare da dove siamo partiti e nei momenti di grandi difficoltà questa squadra ha trovato le energie giuste. Vogliamo giocarcela, la squadra è viva ed è consapevole di quello che è andato male e di quello che si deve migliorare».
L'alba di una nuova sfida - «Per vincere con loro dobbiamo fare qualcosa in più a livello tecnico-tattico e di attenzione. Siamo consapevoli che nulla è facile e che se perdiamo diventa difficilissimo. Ma non abbiamo paura. Viviamo per vivere queste emozioni e sono orgoglioso di sapere che ci sarà il sold out sapendo che all’inizio al Palazzo c’erano 1600 persone. L’obiettivo di far appassionare la gente lo abbiamo raggiunto. In gara-3 avremo sicuramente un Palazzo caldo e civile».
Quella scazzottata evitata e... il richiamo della mamma - «Per quanto riguarda l'episodio al termine di gara-1 devo dire - sorride - che mi ha chiamato mia madre dicendomi che ho fatto la figura dell’ultrà, che sembravo un ragazzino di 14 anni in curva . Dispiace, ma in quel momento ho pensato fosse la cosa giusta. Non dobbiamo farci mettere i piedi in testa da nessuno. Nel dettaglio, conosco Kaukenas avendolo portato in Italia e volevo portarlo via perché era in mezzo a noi mentre salutavamo i tifosi. Nunnaly non ha una calma orientale e bisognava evitare gravi conseguenze».
Non sparate su Veikalas - «Se siamo qui è perché tutti hanno fatto un campionato eccellente. Veikalas è in un momento di difficoltà, ma è anche quello che in Coppa Italia ci ha fatto passare il turno».
Gli arbitraggi - Nunnaly, ieri sera su Twitter, ha scritto "cinque contro otto" in riferimento all'arbitraggio che, evidentemente, non lo ha soddisfatto. Sacripanti la pensa diversamente: «Niente alibi. Sarei stupido a parlare dell’arbitraggio, non è piangendo che si vincono le partite. Sono state due gare molto fisiche e ci abbiamo rimesso qualcosa in più noi».
Cervi acciaccato - «Ci sarà, una piccola distorsione alla caviglia l’ha fatta ma non è il momento di tirarsi indietro».
L'amico Tesser - «Sono molto contento degli applausi che lo stadio di Avellino ha riservato al mister Attilio Tesser. È bello quando viene riconosciuto il proprio lavoro. Lui ha dato tutto e spero che resti anche se non sta a me decidere».
Di seguito la conferenza stampa integrale di coach Stefano Sacripanti.
Marco Festa
