Avellino, rebus mediana: Kone e Sbaffo in rampa di lancio

Il ko di Lanciano ha restituito a Rastelli un centrocampo da rigenerare

Avellino.  

Per questo motivo lo chiamano “reparto nevralgico del campo”. Perché il centrocampo è la zona più delicata ed importante da coprire. Strategicamente rilevante. È proprio lì che, molto spesso, si decide l’esito di una partita. E l’Avellino, purtroppo, lo ha capito a sue spese sia in casa della capolista Carpi che, sabato scorso, al Biondi di Lanciano. Due prestazioni simili, dagli identici risvolti negativi. In entrambi casi è venuta meno la mediana. Poche idee, giusto qualche sprazzo qua e là e tanta confusione, nonostante l’iniziale intenzione di prevalere sull’avversario in termini di superiorità numerica, con l’utilizzo del 4-3-1-2 opposto al 4-3-3 di D’Aversa.

Un’intenzione rimasta tale visto il risultato finale. Il ko in terra abruzzese ha restituito a Massimo Rastelli la consapevolezza di un centrocampo che, al momento, ha bisogno di essere rigenerato. Schiavon, per esempio, è lontano parente del calciatore dinamico e, allo stesso tempo, tecnico ammirato lo scorso campionato. Un elemento capace di alternare, all’occorrenza, qualità e quantità. Ma i due infortuni muscolari, in particolar modo quello occorsogli a Bari che lo ha tenuto ai box per un paio di mesi, hanno contribuito a limitarlo nella condizione fisica e nell’apporto alla squadra. A Lanciano è stato chiamato a svolgere il ruolo di anti-Bacinovic, con la licenza di fornire palloni giocabili agli attaccanti. Un ruolo che avrebbe potuto facilmente ricoprire, ma in condizioni fisiche sicuramente migliori.

Contro il Perugia, dato anche il pieno recupero fisico di Sbaffo, tenuto a riposo sabato scorso per un problema muscolare, è tutt’altro che difficile immaginare un cambio della guardia, se Rastelli dovesse optare, per la terza partita consecutiva, per il 4-3-1-2. Oltre all’ex Latina, chi appare in rampa di lancio per vestire una maglia da titolare è Moussa Kone. L’ivoriano è rimasto seduto in panchina negli ultimi tre turni vedendo cambiare il suo status da titolare inamovibile del centrocampo biancoverde, sia in veste di interno destro che di regista, a panchinaro di lusso. Il classe ‘90, arrivato in prestito dall’Atalanta, scalpita e potrebbe riconquistare i gradi di titolare sabato contro gli umbri.

Le chance di vederlo in campo dall’inizio sono molto alte viste le condizioni fisiche non ottimali di D’Angelo. Il capitano neanche ieri si è allenato e non ha partecipato alla partitella amichevole contro la Primavera, allungando a tre i giorni di assenza dal campo. Colpa di un attacco febbrile che gli sta impedendo di allenarsi con il resto dei compagni. Un’assenza che potrebbe apparire pesante per il contributo importante che il guerriero di Ascea sta fornendo all’Avellino, soprattutto nell’ultimo periodo. Ma Rastelli, complice l’arrivo a gennaio di Sbaffo e lo spostamento di Zito nel ruolo di mezzala, ha tante frecce a disposizione nella sua faretra.

Senza considerare chi, come Angeli, è stato accantonato da diverse settimane. Il belga, prima dell’arrivo di Sbaffo, sembrava dovesse vestire i panni, a detta anche di Rastelli, di regista di centrocampo. Ma nelle prime dieci gare del girone di ritorno, Angeli non ha mai visto il campo. L’ultima apparizione in biancoverde è datata 28 dicembre 2014. L’Avellino battè 2-0 il Brescia al Partenio-Lombardi.?Poi, dell’ex Standard Liegi, si sono perse le tracce, relegato in panchina, dopo qualche prova incolore, ad osservare i compagni giocare. Per questo lo chiamano reparto nevralgico: il centrocampo è una zona delicata da coprire.

Carmine Roca