Avellino, a Catania troverai un clima rovente

Tra appelli e intimidazioni gli etnei si giocano la stagione

Avellino.  

Degli ultimi quindici anni, quello attuale, è di sicuro il periodo più buio della sua storia. Due stagioni fa arrivò ad un tiro di schioppo dall’incredibile qualificazione all’Europa League. Due anni dopo è lì a barcamenarsi in cerca di punti salvezza, tra un pari strappato in pieno recupero, una manciata di occasioni mancate e qualche figuraccia di troppo. Le porte girevoli in casa Catania, non hanno smesso un attimo di girare, con allenatori presi e cacciati via un po’ troppo in fretta, cambi di programmi e di direttori sportivi e squadre allestite e rifatte da capo, nel giro di cinque mesi.

Sono tutte queste le cause di un terzultimo posto da incubo, a cinque punti di distanza dalla salvezza diretta e appena cinque lunghezze sulle ultime della classe, Brescia e Varese. Una stagione tormentata che Marcolin, quarto tecnico dell’annata, sta provando tra mille difficoltà a migliorare, senza però aver sortito finora gli effetti sperati. E la tifoseria ha iniziato a spazientirsi. La Curva Nord ha chiamato a raccolta tutto il popolo rossoblu, con un duro comunicato nel quale è stata attaccata la squadra, spinta a metterci più grinta e a sputare sangue per salvare la categoria.

Un incitamento duro, ma allo stesso tempo civile, che è cozzato con la notizia di differente spessore etico, trapelata martedì sera, ma risalente ad alcune settimane fa. Il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, ritenuto primo responsabile del disastroso campionato, ha ricevuto una busta contenente due proiettili. Un’intimidazione in piena regola. Che deve far riflettere. L’Avellino a Catania troverà un clima rovente. Una domenica di passione dove in palio ci sarà molto più di una vittoria.

Carmine Roca